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L’Aspromonte nel cuore verso la sesta edizione di “Polsi Ambiente”

mercoledì, 15 Luglio 2026
4 minuti di lettura

Avvio un po’ complicato per questa sesta (!), attesissima, edizione di “Polsi Ambiente”, Dapprima una serie di concomitanti eventi, che vedevano “La Discussione” già impegnata altrove con i suoi giornalisti e tecnici, avevano indotto allo spostamento del convegno dalla tradizionale data di fine giugno al secondo fine settimana di metà luglio.

Allorché si stava lavorando su questa ipotesi, due notizie hanno indotto ad una riconsiderazione: il termine del lavoro di restauro del Santuario di Polsi e l’insediamento – il 25 luglio prossimo nella magnificamente restaurata Cattedrale di Gerace – del nuovo Vescovo della Diocesi di Gerace-Locri, Ecc.mo e Rev.mo Cesare Di Pietro.

La speranza, dopo il dorato esilio lo scorso anno tra i magnifici ed ospitali mosaici di Palazzi di Casignana, di riportare il convegno al Santuario della Madonna della Montagna nel cuore vivo dell’Aspromonte è subito, però, svanita: fine del restauro del Santuario di Polsi, ma non riapertura della vecchia (e avventurosa) strada che risulta ancora inibita al traffico (mentre continua ad essere soltanto un desiderio la realizzazione di una strada “civile”). La sensazione è che si vuole che l’Aspromonte – il più incredibile Parco nazionale d’Italia perché l’enorme massiccio che lo compone chiudendo gli Appennini, geologicamente è un’Alpe: emigrata in Calabria, come romanticamente ho sostenuto in unmio articolo di alcuni anni fa – rimanga irraggiungibile ed isolato

Esattamente le due negatività che “Polsi Ambiente” ha inteso contrastare, perché la difficoltà di collegamento e l’isolamento, favoriscono solamente il fenomeno mafioso che tiene lontana la gente (con l’eccezione delle masse che in occasione della festa annuale, raggiungono il sito con un pellegrinaggio a piedi). Abbiamo invece dimostrato, proprio con “Polsi ambiente”, che lì ci si può andare e si può parlare normalmente di qualsiasi tema compresa l’affermazione del primo anno, “ambiente e legalità” che è da allora rimasto il tema di base dei nostri incontri: non c’è un ambiente sano senza il rispetto della legalità.

Non a caso lo scorso anno abbiamo avanzato una proposta in apparenza visionaria: il riconoscimento della personalità giuridica al sito ambientale dell’Aspromonte. Riconoscimento che nel mondo è già venuto per una ventina di siti e che non è estraneo al diritto della comunità europea, essendo già stata riconosciuta in Spagna la personalità giuridica del Mar Menor (la laguna salata situata nella regione di Murcia, in Spagna).

Tema che sarà ripreso anche quest’anno con l’illustrazione di una possibile legge per l’attuazione pratica dell’idea da noi lanciata in Italia (non abbiamo avuto segnali da amministratori o politici calabresi, ma ci risulta che in qualche università del nord se ne sta studiando la possibile realizzazione: con riferimento ovviamente ad altri siti ambientali).

Ma il tema dominante di questa prossima sesta edizione sarà quello dell’antimafia sociale o dei diritti. Lo spunto (e la definizione) è dato da uno scambio di comunicazioni avvenutoqualche anno fa tra il sottoscritto ed il Presidente Giancarlo Caselli, magistrato che dopo aver diretto a Torino le storiche inchieste sulle Brigate Rosse, ha guidato la Procura di Palermo dal 1993 al 1999, coordinando tutta l’attività antimafia negli anni successivi alle stragi di Capaci e via d’Amelio.

Nel giugno del 2020 il Presidente Caselli, muovendo dalla constatazione di un mutamento nella delinquenza di stampo mafioso, aveva proposto un “tagliando normativo”, chiedendosi se la normativa introdotta con la legge antimafia «pur adatta a colpire la “vecchia mafia” fosse idonea a contestare sempre ed efficacemente anche la “nuova”».

Coglievo il suo invito, con un articolo («Caselli: mafia 2020 e tagliando normativo” pubblicato su questo giornale il 28 giugno 2020), inviato in anteprima al Presidente. Che, molto cortesemente, mi rispondeva: «gentile avvocato Marvasi ho subito letto con grande interesse e il suo intervento e la ringrazio sia per averlo scritto, sia per avermelo cortesemente inviato in anteprima. Condivido molte delle sue osservazioni, in particolare quella sulla necessità di una buona politica del lavoro e in generale della cosiddetta antimafia sociale o dei diritti, perché i risultati delle forze dell’ordine e della magistratura, pur importanti, siano ancora più incisivi».

Valuteremo, quindi, ciò che in Calabria – nel difficile territorio aspromontano della Locride in particolare – si sia fatto: perché lapiù efficace politica antimafia è quella di offrire un’alternativa ed una prospettiva di lavoro ai giovani, per impedire che venganoattirati nelle spire criminali con pochi spiccioli e con una lusingadi potenza.

Affrontando il problema del tragico fenomeno mafioso, la vera sciagura della nostra terra anche da punto di vista antropologico ed etnico, con una sessione diretta dal Prof. Pino Schirripa, antropologo di grandissima levatura.

Naturalmente parlare anche di ecologia. Cercheremo di farlo in maniera diversa: magari cercando di capire “Come pensano le foreste” (prezioso studio di Eduardo Kohn) perché il pensiero non è un’esclusiva degli esseri umani, ma una proprietà intrinseca della vita stessa, che prescinde dal linguaggio umano e dalla cultura.

Ne deriva un’ecologia differente, dove tutti gli organismi viventi sono un “”: ogni organismo vegetale o animale (insetti compresi o soprattutto) interpreta con intelligenza il mondo circostante, il suo habitat per sopravvivere: esprimendo in tal modo una evidente forma di pensiero.

Un pensiero sociale, perché la foresta non è solo un insieme di oggetti biologici, ma un sistema vivente di “pensieri” interconnessi che reagiscono all’ambiente, “pensando” in modo non umano.

Così che, se riconosciamo che la natura pensa, non possiamo più considerarla come un semplice deposito di risorse da sfruttare, ma una entità da ascoltare e capire, riconoscendo una autonomadignità. Un mutamento radicale della nostra metafisica: capire che anche l’uomo è parte di un’intelligenza biologica collettiva molto più vasta.

Le date precise dei tre giorni del convegno saranno decise solo dopo avere consultato le Autorità Diocesane e Amministrative:orientativamente negli ultimi giorni di agosto, quasi a ridosso della Festa della Madonna di Polsi.

Sorpresa finale: istituzione del premio “Aspromonte nel cuore”, da assegnare a chi abbia contribuito con la sua attività alla promozione, salvaguardia e sviluppo del territorio.

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