Circa 1.600 reclute danesi hanno iniziato lunedì il nuovo periodo di leva esteso, segnando la più ampia trasformazione del servizio militare in Danimarca dagli anni ’90.
Il Paese ha portato la durata del servizio da quattro a undici mesi e, per la prima volta, lo ha esteso anche alle donne, mentre la guerra in Ucraina e le tensioni nell’Artico spingono Copenaghen a rafforzare la propria postura difensiva.
Il governo ha annunciato che il numero di coscritti salirà da 5.000 a 7.500 l’anno entro il 2033, parte di un piano che mira a rendere la Danimarca un attore più robusto all’interno della NATO. Il nuovo contingente arriva in un momento simbolico: entro fine mese, la Danimarca schiererà per la prima volta reclute in Groenlandia, con una compagnia di oltre 100 soldati che assumerà compiti operativi finora svolti da truppe professionali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha più volte espresso l’intenzione di annettere la Groenlandia, citando motivi di sicurezza nazionale. Una proposta respinta con fermezza sia da Copenaghen sia dal governo groenlandese, che considerano l’isola un pilastro strategico dell’Artico.
La premier Mette Frederiksen, al vertice NATO di Ankara, ha ribadito che la Danimarca è pronta a difendere “ogni centimetro del territorio dell’alleanza, compreso il nostro”.
Il nuovo modello prevede cinque mesi di addestramento di base seguiti da sei mesi di servizio operativo. Le Forze Armate stanno introducendo percorsi innovativi, tra cui un plotone di droni presso il Comando Operazioni Speciali. Il sistema di leva danese funziona tramite sorteggio per tutti i giovani adulti sani che compiono 18 anni, ma da anni si basa quasi interamente su volontari.





