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Istat, riparte la mobilità interna: il Mezzogiorno perde 45mila residenti verso il Centro-Nord

Nel 2025 i trasferimenti tra Comuni superano quota 1,45 milioni e gli espatri tornano a diminuire dopo il picco dell’anno precedente. Il saldo con l’estero resta positivo grazie agli ingressi di cittadini stranieri, mentre il Sud continua a perdere giovani laureati e popolazione qualificata
martedì, 4 Agosto 2026
2 minuti di lettura

La mobilità torna a crescere dentro i confini italiani, mentre si riduce la spinta verso l’estero. È il quadro che emerge dal report Istat sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente relativo al biennio 2024-2025. Nel 2025 i trasferimenti di residenza tra Comuni salgono a un milione e 455mila, oltre 70mila in più rispetto all’anno precedente (+5,1%), segnale di una ritrovata dinamicità degli spostamenti sul territorio nazionale.

Espatri a picco

Allo stesso tempo, gli espatri calano dopo il picco registrato nel 2024 e il saldo migratorio con l’estero cresce grazie soprattutto all’ingresso di cittadini stranieri. L’aumento dei trasferimenti coinvolge sia gli italiani sia gli stranieri, anche se questi ultimi mostrano una crescita più marcata. I movimenti dei cittadini italiani aumentano di 34mila unità (+3%), quelli degli stranieri di 36mila (+14,8%). Di conseguenza, la quota degli stranieri sul totale dei trasferimenti interni sale dal 17,9 al 19,5%. Sul fronte internazionale, le immigrazioni registrano una lieve flessione: gli ingressi passano da 452mila a 440mila (-2,6%), con una riduzione sia dei rimpatri degli italiani sia degli arrivi di cittadini stranieri, che continuano comunque a rappresentare oltre l’87% del totale.

Il dato più rilevante riguarda però le emigrazioni. Dopo il forte incremento osservato nel 2024, le partenze verso l’estero scendono da 189mila a 144mila (-23,7%). Gli espatri degli italiani diminuiscono da 141mila a 109mila (-22,7%), con un miglioramento del saldo migratorio nazionale, che resta negativo ma passa da -83mila a -53mila. Per i cittadini stranieri il saldo continua invece a risultare ampiamente positivo e raggiunge quota +348mila.

Geografia dei movimenti

La geografia dei movimenti interni continua a favorire il Centro-Nord. Il Nord-Est registra un saldo migratorio di +1,6 per mille residenti, il Nord-Ovest di +1,3 per mille e il Centro di +0,5 per mille. All’opposto, il Mezzogiorno conferma un saldo negativo: -2,6 per mille nel Sud e -1,8 per mille nelle Isole. Basilicata e Calabria mostrano le perdite più consistenti, mentre l’Emilia-Romagna si conferma la regione più attrattiva. Anche i flussi tra Mezzogiorno e Centro-Nord mantengono lo stesso orientamento.

Nel 2025 circa 112mila persone lasciano il Sud per trasferirsi nelle regioni centro-settentrionali, a fronte di 67mila movimenti nella direzione opposta. Il risultato è una perdita netta di circa 45mila residenti per il Mezzogiorno. La Lombardia resta la principale destinazione dei trasferimenti provenienti dalle regioni meridionali, mentre Campania, Sicilia e Puglia rappresentano le aree di origine più consistenti.

Record di arrivi dal Marocco

L’analisi Istat evidenzia anche un cambiamento nella composizione dei flussi internazionali. Tra gli stranieri aumentano gli arrivi dal Marocco (+48,4%), che diventa il secondo Paese di provenienza dopo il Bangladesh, oltre a quelli da Pakistan (+20%), India (+22,7%) e Perù (+15,7%). Al contrario, diminuiscono gli ingressi dall’Ucraina (-33,9%), dalla Romania (-18,8%), dall’Albania (-2,9%) e dalla Tunisia (-6,8%). Secondo l’Istat, la riduzione degli arrivi dall’America centro-meridionale riflette anche gli effetti della revisione della normativa sulla cittadinanza iure sanguinis.

Dall’estero il rientro degli italiani

Per quanto riguarda gli italiani che rientrano dall’estero, la Germania si conferma il principale Paese di provenienza con circa 9mila rimpatri, seguita dal Regno Unito e dalla Svizzera. Crescono anche i rientri da Francia, Spagna, Paesi Bassi e Stati Uniti. Il rapporto dedica infine un focus ai giovani e al capitale umano. Tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno perde circa 150mila giovani laureati italiani tra i 25 e i 34 anni. La componente principale della perdita deriva dai trasferimenti verso il Centro-Nord (-122mila), ai quali si aggiunge un saldo negativo con l’estero (-28mila). Nello stesso periodo, il saldo positivo dei giovani laureati stranieri compensa però quello negativo degli italiani, consentendo un bilancio complessivo ancora in attivo.

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