L’amministrazione Trump ha pubblicato lunedì nuove linee guida che, secondo diversi esperti, potrebbero ridurre l’accesso ai prestiti bancari per alcuni immigrati irregolari. È l’ultima iniziativa della Casa Bianca per utilizzare il sistema finanziario come leva nella sua politica migratoria più restrittiva. Le direttive, emanate da tre autorità federali di vigilanza — Office of the Comptroller of the Currency, Federal Deposit Insurance Corporation e National Credit Union Administration — affermano che le persone prive di autorizzazione al lavoro negli USA possono rappresentare un “rischio di credito elevato”, poiché la loro capacità di generare reddito e mantenere stabilità finanziaria sarebbe “più incerta”.
Le linee guida non introducono nuove regole, ma “ricordano” alle banche l’obbligo di valutare la volontà e capacità di rimborso dei clienti, compresi quelli senza permesso di lavoro. I critici avvertono che la misura potrebbe avere effetti collaterali significativi: scoraggiare l’uso dei servizi bancari anche tra immigrati con documenti regolari, aumentare i costi di conformità per gli istituti di credito e spingere parte del denaro fuori dal sistema regolamentato, con rischi maggiori di frodi e abusi.
I dati sul credito agli immigrati senza documenti sono limitati, poiché le banche non sono tenute a raccogliere informazioni sulla cittadinanza. Alcuni mutuatari possono ottenere prestiti utilizzando un ITIN (Individual Tax Identification Number), spesso associato a immigrati irregolari. Nel 2023 sono stati erogati tra 5.000 e 6.000 mutui ITIN, contro i 4,6 milioni di mutui complessivi, secondo la National Community Reinvestment Coalition. Le linee guida seguono un ordine esecutivo firmato da Trump a maggio, che invitava le autorità di controllo a monitorare l’uso del sistema finanziario da parte di immigrati irregolari, citando rischi legati a mutui, prestiti auto e carte di credito.





