Le alte temperature stanno trasformando la tenuta della rete elettrica in una delle principali criticità per il sistema produttivo italiano. Non si tratta soltanto dei blackout prolungati che, nelle ultime settimane, hanno interessato numerose città, ma anche delle sempre più frequenti micro-interruzioni che provocano arresti della produzione, guasti ai macchinari e malfunzionamenti dei sistemi informatici e delle telecomunicazioni.
Il caso sul tavolo del prefetto
Gli episodi registrati da Nord a Sud del Paese confermano una situazione sempre più diffusa. All’inizio di luglio il Comune di Fonte Nuova ha chiesto verifiche dopo una lunga serie di interruzioni che hanno coinvolto il quadrante nord-est della Città metropolitana di Roma. A Torino, i blackout che hanno interessato diversi quartieri sono approdati anche in Consiglio comunale, mentre a Teramo il confronto tra Comune ed E-Distribuzione è arrivato sul tavolo della Prefettura a seguito dei ripetuti disservizi.
Progressivo peggioramento
I dati diffusi da Arera e dai principali gestori della distribuzione evidenziano un progressivo peggioramento della continuità del servizio, aggravato dagli effetti degli eventi climatici estremi. La criticità, spiegano gli operatori del settore, non riguarda la disponibilità di energia elettrica, bensì la capacità delle reti di distribuzione di sostenere carichi sempre più elevati in condizioni meteorologiche eccezionali.
I danni al manifatturiero
Per il comparto manifatturiero il problema principale non è rappresentato tanto dai blackout di lunga durata, relativamente rari sulle reti in media e alta tensione, quanto dal deterioramento della qualità della fornitura.
Le micro interruzioni
“Nell’industria il problema maggiore non sono le interruzioni complete dell’energia, ma il peggioramento della qualità della rete”, osserva Daniele Bianchi, presidente del Coordinamento dei Consorzi Energia di Confindustria, al Sole 24 Ore. “Negli ultimi anni registriamo un incremento delle micro-interruzioni, con conseguenze significative sui processi produttivi”.
Confcommercio; rilevanti perdite economiche
Anche il commercio paga un conto sempre più salato. Secondo Confcommercio, poche ore senza energia possono determinare perdite comprese tra i 2.000 e i 5.000 euro, considerando mancati incassi, deterioramento delle merci e costi del personale. Le conseguenze sono ancora più pesanti per bar, ristoranti e pubblici esercizi, soprattutto quando il disservizio si verifica durante l’orario di apertura, bloccando cucine, sistemi di pagamento elettronico, registratori di cassa e impianti di refrigerazione.
La perdita di prodotti deperibili
“I blackout estivi non rappresentano più un fenomeno occasionale, ma stanno assumendo un carattere strutturale”, sottolinea al Soke 24 Ore, Pierpaolo Masciocchi, responsabile Ambiente, Utilities e Sicurezza di Confcommercio. “Le segnalazioni provenienti nelle ultime settimane da città come Torino e Milano confermano una situazione che richiede interventi tempestivi. Le imprese subiscono danni alle attrezzature, perdite di prodotti deperibili e l’impossibilità di garantire la normale operatività”.
Indennizzi i nodi da sciogliere
Tra i temi più controversi resta quello degli indennizzi automatici previsti dalla normativa. Per le utenze domestiche e per le piccole attività alimentate in bassa tensione il rimborso scatta soltanto dopo otto ore consecutive di interruzione della fornitura e parte da 34,50 euro. Gli importi aumentano in funzione della durata del blackout e della potenza impegnata, fino a un massimo di 10 mila euro per le utenze in bassa tensione di maggiori dimensioni e di 40 mila euro per quelle in media tensione.
Per le associazioni di categoria, tuttavia, questi ristori risultano ben lontani dal compensare le perdite realmente sostenute dalle aziende. “Gli indennizzi automatici sono del tutto insufficienti rispetto ai danni economici subiti”, conclude Masciocchi. “È necessario accelerare gli investimenti sulle reti, sostituire le infrastrutture più obsolete e introdurre sistemi di monitoraggio e gestione predittiva dei carichi”.
Danni e calo di competitività
Con estati sempre più calde e una crescente elettrificazione dei consumi, il timore è che blackout e micro-interruzioni diventino una componente stabile del sistema, con ripercussioni sempre più rilevanti sulla competitività delle imprese italiane.





