La crisi migratoria di Ceuta apre un nuovo fronte di tensione tra Madrid e Roma e riaccende il confronto europeo sulla gestione delle frontiere esterne dell’Unione. Da una parte il Governo spagnolo chiede maggiore solidarietà ai partner europei e accusa alcuni Stati, tra cui l’Italia, di non avere affrontato l’emergenza con un approccio comune. Dall’altra il Viminale rivendica i risultati raggiunti dall’esecutivo Meloni sul fronte dell’immigrazione irregolare, sottolineando che dall’inizio dell’anno gli sbarchi sono diminuiti del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dell’82% rispetto al 2023. A Lampedusa, aggiungono fonti del ministero dell’Interno, sono presenti soltanto 98 migranti e sull’isola “non si vive alcuna situazione di emergenza”.
La critica spagnola
Ad alimentare lo scontro sono state ieri le parole del Ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che in un’intervista alla televisione pubblica Tve ha detto che alcuni governi “non sono stati all’altezza delle aspettative” nel trattare Ceuta come una questione europea. Tra questi ha indicato esplicitamente l’Italia. Albares ha parlato di una campagna di disinformazione alimentata sui social dopo la sentenza della Corte Suprema spagnola che vieta i rimpatri forzati delle persone arrivate a nuoto e ha denunciato una mobilitazione dell’“internazionale reazionaria”, accusata di avere diffuso notizie false su Schengen e sull’operato della Spagna. Il capo della diplomazia spagnola ha rinnovato inoltre l’appello all’unità politica ed europea attorno a Ceuta e Melilla, definite il solo confine terrestre tra l’Unione europea e l’Africa. Il sostegno a Madrid è arrivato anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
C’è chi si congratula
In una lettera ripresa dal quotidiano El País, la Presidente dell’esecutivo comunitario si eʼ congratulata con i governi di Spagna e Marocco per la gestione della crisi, ha definito Rabat un partner strategico nella politica migratoria e ha sottolineato la necessità di rafforzare il controllo delle frontiere europee nei punti più sensibili. Von derLeyen ha ribadito infine la solidarietà della Commissione nei confronti della Spagna.
Anche la Ministra della Difesa spagnola Margarita Robles è intervenuta sul caso e ha chiesto al Marocco di accertare fino in fondo le circostanze che hanno favorito l’ingresso di migliaia di migranti a Ceuta, difendendo nel contempo l’operato dei servizi di intelligence spagnoli.
Un piano d’azione europea
A Bruxelles, intanto, prende forma la risposta europea alla crisi. La Commissione ha confermato che la riunione straordinaria dei ministri dell’Interno e della Giustizia dell’Ue, convocata per oggi, rappresenterà “un primo passo” verso un piano d’azione da sottoporre successivamente al Consiglio europeo. La portavoce dell’esecutivo comunitario ha richiamato le indicazioni contenute nella lettera inviata dalla von der Leyen al Premier spagnolo Sánchez, secondo cui quanto accaduto a Ceuta conferma la necessità di rafforzare la resilienza, la preparazione e la capacità di risposta dell’Unione.
Lo scontro nella politica italiana
Il dibattito si è trasferito rapidamente anche nella politica italiana. Fratelli d’Italia ha respinto le accuse provenienti da Madrid. La Deputata Cristina Almici ha spiegato che la crisi di Ceuta dimostra come anche il Governo guidato da Pedro Sánchez abbia scelto di rafforzare i controlli alle frontiere e procedere ai rimpatri dei migranti irregolari, misure che in passato aveva contestato ai governi di Centrodestra. Sulla stessa linea il Deputato Mauro Malaguti, secondo il quale il Ministro Albares dimentica gli anni in cui l’Italia ha cercato di convincere l’Europa del fallimento della politica delle “porte aperte”.
Le critiche delle opposizioni
Di segno opposto le critiche delle opposizioni. La Presidente di Azione Elena Bonetti ha giudicato un errore la scelta del Governo sulla sospensione di Schengen nei confronti della Spagna, sostenendo che Ceuta non rientra nell’area Schengen e che la decisione rischia di indebolire la posizione italiana nei futuri negoziati europei sulla gestione dei flussi migratori.
Italia viva ha chiesto un’informativa urgente a Giorgia Meloni. Roberto Giachetti ha definito la sospensione di Schengen una misura priva di effetti concreti e ha accusato il Governo di avere isolato l’Italia invece di sostenere un Paese alleato.
Confronto parlamentare
Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha sollecitato un confronto parlamentare. Nicola Fratoianni ha collegato la crisi alle tensioni geopolitiche internazionali e ha invitato il Governo a chiarire quanto accaduto al confine tra Marocco e Spagna. Il Movimento 5 Stelle, con il Capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, ha interpretato invece gli eventi di Ceuta come parte di una più ampia strategia internazionale e ha criticato la posizione assunta dall’esecutivo italiano sul piano della politica estera.





