La Federal Communications Commission (FCC) ha autorizzato il lancio di Earendil‑1, il primo satellite sperimentale di Reflect Orbital, una startup californiana che vuole testare un concetto tanto ambizioso quanto controverso: riflettere la luce solare verso zone buie della Terra durante la notte. Il satellite utilizzerà un riflettore a film sottile, altamente speculare e orientabile, progettato per illuminare aree mirate con una luce paragonabile a quella della luna piena. Per ora, la licenza consente il dispiegamento di un solo satellite, con l’obiettivo di verificare la fattibilità tecnica del progetto. La decisione della FCC è arrivata nonostante una ondata di opposizioni da parte di astronomi, biologi, esperti di fauna selvatica e associazioni ambientaliste.
Le critiche sono molteplici: rischio di interferenze nelle osservazioni astronomiche, possibili distrazioni per piloti e automobilisti, alterazioni dei ritmi circadiani di persone, animali e piante, e potenziali impatti sugli ecosistemi notturni. Alcuni scienziati hanno definito il progetto “una minaccia alla notte naturale”, mentre la Royal Astronomical Society ha parlato di “distruzione di un patrimonio umano fondamentale”. La FCC, però, ha scelto di sostenere l’iniziativa, affermando che i rischi sono “minimi”.
Reflect Orbital prevede di lanciare entro fine 2026 due satelliti capaci di riflettere luce a 0,1 lux per cinque minuti. di arrivare nel 2027 a 36 satelliti in grado di produrre 2 lux per oltre due ore. Il piano a lungo termine è ancora più audace: 50.000 satelliti entro il 2035, capaci di simulare la luce del giorno per diverse ore, fino a 100 lux. Un progetto che, se realizzato, cambierebbe radicalmente il concetto stesso di notte.





