La primo ministro delle Barbados, Mia Mottley, ha definito “assurda” la proposta avanzata da un parlamentare britannico secondo cui le ex colonie dovrebbero risarcire la Gran Bretagna per gli investimenti storici effettuati durante l’epoca coloniale. Una posizione che ha scatenato indignazione nei Caraibi, dove il tema delle riparazioni per la schiavitù è al centro del dibattito politico regionale. “Non posso credere che ci venga chiesto di rispondere alla proposta che i discendenti degli schiavi debbano pagare per il meccanismo che li ha oppressi”, ha scritto Mottley su X. “I Caraibi non devono nulla alla Gran Bretagna per la schiavitù, per lo sfruttamento coloniale o per le leggi che trattavano gli africani come merce. Non stiamo chiedendo elemosina. Stiamo chiedendo giustizia”.
Le sue parole arrivano dopo un intervento dell’ex ministra degli Interni britannica Suella Braverman, oggi membro del partito anti‑immigrazione Reform UK, che il 3 luglio aveva sostenuto che l’Impero britannico “ha fatto così tanto bene al mondo”. Rispondendo alla notizia che la Giamaica presenterà entro l’anno una richiesta formale di risarcimento, Braverman aveva affermato che le ex colonie dovrebbero “risarcire gli inglesi per i considerevoli investimenti” che avrebbero favorito le loro democrazie moderne. La replica di Mottley è giunta al termine dell’incontro dei leader caraibici della CARICOM a Santa Lucia, dove il tema delle riparazioni è stato nuovamente discusso.
“Chiunque desideri esprimersi su questo argomento dovrebbe prima leggere abbastanza storia per comprenderla”, ha scritto. “I Caraibi non saranno usati come strumento per gli interessi politici di nessuno”. Mottley è una delle figure più influenti del movimento caraibico per la giustizia storica: sotto la sua leadership, le Barbados hanno abbandonato la monarchia britannica nel 2021, diventando una repubblica e segnando una rottura simbolica con il passato coloniale.





