Il rinvio della decisione europea sulla proroga del regolamento che consente alle piattaforme digitali di individuare e segnalare alle autorità i casi di abuso sessuale sui minori online suscita il rammarico di Letizia Moratti. L’Eurodeputata di Forza Italia nel Gruppo Ppe e Presidente della Consulta Nazionale del partito è intervenuta sul tema al suo arrivo alla Comunità di San Patrignano. “Va riconosciuto che si tratta di una scelta maturata dopo un confronto serio e approfondito tra due diritti fondamentali che l’Europa ha il dovere di proteggere: la sicurezza dei bambini e la tutela della privacy dei cittadini”, ha dichiarato Moratti.
Secondo l’eurodeputata, il Partito Popolare Europeo ha sostenuto con forza la necessità di contrastare la pedopornografia online e di garantire strumenti adeguati alle autorità investigative. Il nodo resta la compatibilità tra le misure di controllo e la protezione della riservatezza delle comunicazioni.
Strumenti investigativi necessari
“Il confronto si è concentrato sul modo migliore per garantire che gli strumenti investigativi necessari a individuare gli autori di questi crimini siano pienamente compatibili con la protezione dei diritti fondamentali”, ha aggiunto Moratti, che ha definito la valutazione “delicata e complessa” e ha richiamato la necessità di equilibrio e responsabilità. Sul fronte della giustizia il Capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa ha annunciato un prossimo confronto con il ministro Carlo Nordio. “Nei prossimi giorni avremo un vertice per fare il punto sulle riforme”, ha affermato durante il suo intervento ad Anuman, La Foresta delle Idee, a Tolfa.
Tra le priorità indicate da Costa figurano la prescrizione, la durata dei processi, la tutela della privacy nelle comunicazioni e una revisione della custodia cautelare, che secondo il deputato deve tornare a rappresentare una misura eccezionale.
“La giustizia deve garantire i diritti dei cittadini e assicurare processi rapidi”, ha precisato il capogruppo azzurro. Per Costa, il percorso delle riforme deve proseguire con determinazione per rendere il sistema “più giusto, più efficiente e più rispettoso delle garanzie costituzionali”.





