L’Europa è il continente che aumenta più rapidamente la propria temperatura. Il ritmo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è doppio rispetto alla media globale. L’allarme arriva dal Direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che su X ha indicato la dimensione dell’emergenza: 150 milioni di persone esposte in queste ore a condizioni di caldo estremo, centinaia di morti, scuole chiuse e reti elettriche sotto pressione. Il quadro non riguarda più eventi isolati. Le ondate di calore, spinte dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento globale, si presentano ormai quasi ogni anno. “Eravamo stati avvertiti”, ha scritto Tedros che ha poi ricordaro che dal 21 giugno in Europa sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso legati alle alte temperature. Lo stress da calore, ha aggiunto, viene spesso definito “killer silenzioso”, anche perché case, luoghi di lavoro e scuole europee non sono stati progettati per valori termici di questa portata.
L’Oms chiede ai Paesi europei di rafforzare preparazione, prevenzione e capacità di risposta dei sistemi sanitari. L’obiettivo è adottare piani d’azione per la salute collegati alle ondate di calore e inserirli in una strategia più ampia di protezione della popolazione dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Allerta gialla
In Italia il tema sanitario si intreccia con quello della protezione civile. Per oggi è prevista allerta gialla in diverse aree del Paese. La criticità ordinaria per rischio idraulico riguarda la Calabria, in particolare i versanti ionici e tirrenici indicati nel bollettino. Per rischio temporali l’allerta interessa Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano, Umbria e Veneto. Il rischio idrogeologico, sempre con livello giallo, coinvolge Abruzzo, Calabria e Sicilia.
Il caldo estremo non rappresenta più soltanto un problema sanitario, ma anche una questione amministrativa. I Comuni italiani affiancano ai piani tradizionali servizi per anziani, cittadini fragili e persone sole. Biblioteche, musei, centri civici e parchi diventano luoghi di refrigerio; accanto a questi spazi crescono assistenza domiciliare, telefonia sociale, trasporti dedicati e reti di volontariato.
Secondo l’Anci, “le città sono resilienti e i sindaci sono i primi a mettere in campo azioni sull’adattamento al cambiamento del clima”. L’associazione chiede che le iniziative nate nei territori trovino spazio nelle strategie nazionali di adattamento e nei piani contro le ondate di calore, con sostegni economici per interventi integrati tra servizi sociali, sanitari e di prossimità.
Modelli diversi
Le grandi città hanno scelto modelli diversi. A Roma gli over 70 possono accedere gratuitamente a 17 piscine comunali nell’ambito del Piano Caldo. Bologna ha consolidato una rete di rifugi climatici nei quartieri, con il progetto delle ‘Linee d’ombra’, che valorizza i portici come percorsi protetti dal sole. Milano ha individuato 116 ‘Spazi freschi’ tra parchi, biblioteche e Case di Quartiere. Firenze ha portato a 53 i rifugi climatici distribuiti nei cinque quartieri. A Verona il progetto ‘Oasi climatiche’comprende oltre cento biblioteche, musei, centri civici e aree verdi, insieme a nuovi erogatori di acqua potabile. Venezia utilizza biblioteche e musei civici climatizzati come spazi di sollievo per cittadini e visitatori durante le giornate più calde. Genova ha creato una rete di “rifugi freschi” in biblioteche, musei e sedi municipali, una mappa delle aree verdi e dei punti acqua, oltre ad agevolazioni per le piscine comunali nei giorni di maggiore caldo.
Torino ha rinnovato il Piano Estate con 19 centri climatizzati gratuiti, assistenza domiciliare, telesoccorso e accompagnamenti per gli anziani. Brescia ha rafforzato il raccordo tra Comune, sistema sanitario e volontariato, con centri climatizzati e trasporto gratuito verso le strutture di accoglienza. Perugia ha messo a disposizione una rete di luoghi climatizzati, tra biblioteche, cinema e altri spazi pubblici.
Servizi di prossimità
Nel Mezzogiorno l’attenzione si concentra soprattutto sui servizi di prossimità. Bari coordina un piano operativo con Comune, Asl e Terzo settore: assistenza domiciliare, distribuzione di acqua e beni di prima necessità, interventi anche per le persone senza dimora. Napoli ha intensificato la rete sociale e le unità di strada.
Palermo e Catania hanno aggiornato i piani di Protezione civile e prevenzione sanitaria, con monitoraggio delle persone fragili e maggiore diffusione delle informazioni nei giorni di allerta. Non mancano iniziative dei centri medi e piccoli. Ad Ancona il Comune concede in comodato gratuito condizionatori portatili alle persone più fragili che non ne dispongono.
A Legnano il progetto ‘Estate gentile’ coinvolge studenti delle scuole superiori e universitari nell’assistenza agli anziani soli. A Treviglio Comune, Casa di Comunità, Auser e volontariato hanno costruito una rete che unisce telefonia sociale, trasporto e locali climatizzati. A Follonica e Oristano il contrasto al caldo passa anche da attività ricreative, socializzazione e giornate al mare dedicate agli anziani.
Il tema entra anche nelle scuole. L’Anief sostiene che il caldo estremo di fine giugno non sia compatibile con le attività scolastiche, soprattutto nelle ore centrali e pomeridiane, e chiede provvedimenti adeguati. “Non si può arrivare a sentirsi male a scuola per il caldo e per la mancanza di interventi preventivi adeguati e strutturali, come l’installazione dei condizionatori che invece latitano in oltre il 90% degli istituti”, afferma il Presidente nazionale Marcello Pacifico.
Calendario scolastico da rivedere
Il sindacato rilancia anche la proposta di rivedere il calendario. “Da anni chiediamo la riapertura delle scuole a ottobre, altro che l’anticipo al 31 agosto”, aggiunge Pacifico. Per Anief, chi sostiene la presenza in classe di alunni e personale con temperature vicine ai 40 gradi non tutela la scuola. Il sindacato annuncia infine la disponibilità a diffidare le istituzioni che non adotteranno misure per proteggere la salute di studenti, docenti e personale.





