Mentre a Danzica si discute del futuro dell’Ucraina e della sua ricostruzione, Varsavia è alle prese con una crisi diplomatica che rischia di minare la cooperazione con Kyiv proprio nel momento più delicato. La decisione del presidente polacco Karol Nawrocki di revocare a Volodymyr Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca — la massima onorificenza del Paese — ha scatenato la più grave frattura tra i due vicini dall’inizio dell’invasione russa del 2022. Zelensky ha scelto di non partecipare alla conferenza, nel tentativo di evitare che il vertice venisse oscurato dalla disputa. Ma la mossa di Nawrocki ha messo in difficoltà il governo pro‑europeo di Donald Tusk, impegnato a mantenere una linea di dialogo con Kyiv mentre cresce, tra gli elettori, un sentimento di stanchezza verso l’Ucraina.
Secondo un sondaggio SW Research, oltre il 50% dei polacchi giudica negativamente la decisione ucraina di intitolare un’unità militare all’UPA, il gruppo nazionalista coinvolto nei massacri di Volinia tra il 1943 e il 1945. Per molti ucraini, l’UPA resta invece un simbolo della resistenza contro l’Unione Sovietica e il nazismo. Tusk e Zelensky avevano discusso a Bruxelles come disinnescare la tensione, ma la revoca dell’onorificenza ha fatto precipitare la situazione. Nawrocki respinge ogni accusa di calcolo politico, mentre i suoi alleati sostengono che Zelensky stia “distraendo l’opinione pubblica” da scandali interni. Il presidente ucraino, dal canto suo, accusa Nawrocki di voler rafforzare il fronte nazionalista in vista delle elezioni del 2027.
Nonostante le tensioni, la maggioranza dei polacchi continua a considerare la sicurezza dell’Ucraina essenziale per quella della Polonia. Ma Varsavia teme di essere marginalizzata nei negoziati internazionali: la sua assenza dal recente incontro E3 a Londra ha alimentato il sospetto che le grandi potenze dell’Europa occidentale stiano cercando di guidare Kyiv verso colloqui con Mosca senza coinvolgere i Paesi della frontiera orientale.





