L’Italia ribadisce la propria estraneità a qualsiasi iniziativa militare contro l’Iran e rilancia il dialogo con Teheran in una fase delicata per gli equilibri regionali e per i rapporti con gli alleati occidentali. “Ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”, ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Nel colloquio, il titolare della Farnesina ha inoltre chiesto “una piena apertura dello Stretto di Hormuz”, per consentire il passaggio delle navi cargo italiane ancora bloccate, sottolineando come la riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran rappresenti “un forte segnale di dialogo”, in vista della ripresa delle relazioni economiche e culturali tra i due Paesi.
Crosetto: pieno rispetto trattati
A sostegno della linea del governo è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha respinto le polemiche nate dopo alcune dichiarazioni del segretario generale della NATO. “Le parole pronunciate hanno generato una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze più serie sul piano internazionale”, ha affermato. Crosetto ha ribadito che il personale della Difesa ha sempre operato “nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti”, e che ogni richiesta statunitense non compatibile con gli accordi è stata respinta. Il ministro ha inoltre ricordato che la stessa NATO ha successivamente chiarito come l’Italia abbia autorizzato esclusivamente attività tecniche e non operative, in linea con quanto comunicato al Parlamento.
Gli Usa e i rapporti con l’Italia e l’Europa
Sul fronte americano, tuttavia, non mancano segnali altalenanti. Da Manama, in Bahrain, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha assicurato che i rapporti bilaterali con Roma “proseguono senza intoppi a tutti i livelli”, ma ha aggiunto che il presidente Donald Trump sarebbe “molto deluso”, dall’Italia e da altri Paesi europei per il loro atteggiamento nei confronti della crisi iraniana. Secondo Rubio, Washington ritiene che molti alleati non abbiano fatto abbastanza di fronte a una minaccia che coinvolgeva non solo gli Stati Uniti ma anche l’Europa.
Rubio: nessun pedaggio per Hormuz
Lo stesso Rubio ha poi assunto una posizione netta sulla questione dello Stretto di Hormuz, respingendo qualsiasi ipotesi di pagamento per il transito delle navi. “Potete chiamarla tassa o pedaggio, ma non lo sosterremo, non lo tollereremo e non lo permetteremo”, ha dichiarato, definendo lo stretto una via navigabile internazionale che deve rimanere aperta al traffico commerciale senza imposizioni economiche.
Stati Uniti: Iran? Giudicheremo dai fatti
Quanto ai rapporti futuri con Teheran, il segretario di Stato americano ha riconosciuto che il sistema iraniano continua a essere guidato da una leadership religiosa e radicale, ma ha lasciato aperta la possibilità di una nuova fase. “Vedremo dai fatti, non dalle parole, se vi è un cambiamento reale”,, ha spiegato, sottolineando che l’amministrazione Trump intende valutare concretamente l’eventuale disponibilità dell’Iran a modificare il proprio approccio nei confronti degli Stati Uniti e dei Paesi vicini.





