Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni, aprendo una nuova fase politica nel Regno Unito. Ad annunciare la decisione è stato lo stesso premier nel corso di un punto stampa davanti a Downing Street, dopo aver informato il sovrano, che ha accettato le dimissioni. “La domanda che sta facendo il mio partito adesso è se io sono la persona per guidarlo verso le prossime politiche: la mia decisione è quella di mettere al primo posto il Paese”, ha dichiarato Starmer. “Garantirò un passaggio di potere ordinato e darò al mio successore il mio pieno e incondizionato sostegno. Erediterà una Gran Bretagna molto più forte di quella che ho ereditato io due anni fa, più preparata alle sfide future e meglio in grado di garantire al Partito Laburista un secondo mandato”.
A raccogliere il testimone sarà il 56enne Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, eletto a larghissima maggioranza parlamentare e destinato a succedere formalmente a Starmer entro luglio alla guida del Partito Laburista e del Governo.
Le cause
Le dimissioni arrivano al termine di una premiership durata due anni. Secondo le ricostruzioni, a pesare sulla leadership di Starmer sono stati il progressivo calo del consenso elettorale, le tensioni interne al Partito Laburista e le polemiche legate alla nomina di Peter Mandelson come ambasciatore britannico a Washington. Nonostante il difficile contesto economico e sociale, il bilancio dell’azione di governo viene considerato nel complesso positivo. Starmer ha promosso un riavvicinamento del Regno Unito all’Europa, pur dovendo affrontare le conseguenze economiche e politiche della Brexit e le divisioni interne al suo partito.
Secondo la stampa britannica, il nuovo Premier Andy Burnham punterà a un piano economico che prevede un rafforzamento del controllo statale dei servizi, segnando l’avvio di una nuova fase per il governo laburista.





