Il primo ministro del Bangladesh, Tarique Rahman, partirà domenica per il suo primo viaggio all’estero da quando ha assunto l’incarico, con una missione di sei giorni in Malesia e Cina. Un tour che punta a rafforzare i legami con due partner chiave dell’Asia e a sostenere l’ambiziosa agenda economica del nuovo governo, alla ricerca di capitali, posti di lavoro e stabilità diplomatica. La tappa cinese sarà la più densa di contenuti: secondo il segretario agli Esteri Asad Alam Siam, Rahman firmerà 15‑17 accordi bilaterali, tra cui il discusso progetto del fiume Teesta, rimasto in sospeso per anni. Il premier incontrerà il primo ministro Li Qiang il 25 giugno e il presidente Xi Jinping il giorno successivo.
Parteciperà inoltre al Forum dei Nuovi Campioni del World Economic Forum a Dalian, dove leader globali discuteranno di crescita, innovazione e tecnologie emergenti. Il viaggio arriva pochi giorni dopo l’approvazione di un progetto infrastrutturale da 41,89 miliardi di taka (circa 340 milioni di dollari) per la Zona Economica e Industriale Cinese di Chittagong, finanziato in gran parte da prestiti agevolati di Pechino. L’iniziativa dovrebbe generare 100.000 posti di lavoro e attrarre oltre 500 milioni di dollari di investimenti diretti esteri nella fase iniziale.
In Malesia, Rahman affronterà temi cruciali per l’economia bengalese: migrazione lavorativa, reclutamento di manodopera e cooperazione economica. Kuala Lumpur è una delle principali destinazioni per i lavoratori migranti del Bangladesh, le cui rimesse rappresentano una fonte vitale di valuta estera. Il viaggio ha anche un forte valore politico. L’ex premier Sheikh Hasina, deposta nel 2024 e ora residente in India, era considerata più vicina a Nuova Delhi pur mantenendo un equilibrio tra India e Cina. Rahman, insediatosi a febbraio, ha migliorato i rapporti con l’India, ma restano tensioni su questioni di confine e presunti ingressi forzati di migranti.





