La riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles segna un nuovo passaggio nel percorso di riorganizzazione dell’Alleanza in vista del vertice di Ankara. Al centro del confronto c’è il modello che il Segretario generale Mark Rutte e il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth definiscono ‘Nato 3.0’, una fase che punta a una diversa distribuzione delle responsabilità tra gli alleati, al rafforzamento della base industriale della difesa e a un ruolo più incisivo dell’Europa nella sicurezza convenzionale del continente.
L’obiettivo, secondo i vertici dell’Alleanza, consiste nel mantenere il legame strategico con gli Stati Uniti, ma con una maggiore capacità europea di sostenere il peso della deterrenza in un contesto internazionale caratterizzato dal confronto con Russia e Cina. La strategia comprende anche l’aumento della produzione industriale nel settore della difesa, il ripristino delle scorte e l’accelerazione dei programmi di approvvigionamento.
Accogliendo Hegseth al quartier generale della Nato, Rutte ha ricordato che già nel febbraio dello scorso anno Washington aveva chiesto agli alleati europei un incremento della spesa militare e della capacità produttiva. Secondo il segretario generale, quella richiesta sta trovando una risposta concreta. Nel 2025 Europa e Canada hanno aumentato gli investimenti per la difesa di oltre 90 miliardi di dollari, con una crescita vicina al 20%.
Primo risultato
Per Rutte questo rappresenta il primo risultato della trasformazione dell’Alleanza. “La ‘Nato 3.0’ sta diventando realtà: un’Europa più forte all’interno di una Nato più forte”, ha detto, indicando nell’espansione della produzione industriale uno degli elementi centrali della nuova strategia.
L’obiettivo, ha aggiunto, non consiste soltanto nel mantenere il passo con Russia e Cina, ma nel superarne la capacità produttiva attraverso una maggiore integrazione tra l’industria della difesa statunitense, europea e canadese. Anche Hegseth ha collegato il nuovo indirizzo strategico al superamento dell’impostazione seguita dopo la Guerra fredda.
A suo giudizio, la ‘Nato 3.0’ deve tornare a essere un’alleanza militare fondata su capacità operative e deterrenza credibile, nella quale gli alleati europei assumano la responsabilità principale della difesa convenzionale del continente.
Il responsabile del Pentagono ha riconosciuto che numerosi Paesi hanno incrementato gli investimenti, ma ha osservato che alcuni alleati non hanno ancora raggiunto il livello richiesto. Washington, ha spiegato, continuerà a sollecitare un maggiore contributo da parte di tutti i membri dell’Alleanza: “Gli amici devono essere onesti con gli amici, sia in privato sia in pubblico”.
Programma di spesa
Nel corso della conferenza stampa Hegseth ha richiamato anche il programma di spesa dell’amministrazione Trump. Il bilancio della difesa per l’anno fiscale 2027 prevede investimenti pari a 1.500 miliardi di dollari, risorse destinate al rafforzamento delle capacità militari statunitensi, della base industriale e di quello che la Casa Bianca definisce ‘Arsenale della Libertà’. Secondo ilSsegretario alla Difesa, l’Alleanza deve dimostrare non solo di riconoscere le nuove minacce, ma anche di possedere gli strumenti necessari per affrontarle.
Uno dei temi affrontati dai giornalisti riguarda la possibile ridistribuzione del contributo statunitense al Nato Force Model, il sistema che definisce le forze da mettere a disposizione dell’Alleanza. Rutte ha escluso che il riequilibrio delle responsabilità possa tradursi in un ridimensionamento dell’impegno americano. In caso di crisi o di conflitto, ha assicurato, tutti gli alleati, compresi gli Stati Uniti, fornirebbero il massimo contributo possibile.





