“La Pubblica Amministrazione è tutto meno che un carrozzone. Abbiamo lavorato moltissimo, con grande intensità, sulle persone. La PA è composta da 3,4 milioni di persone che erogano servizi essenziali ai cittadini ed è su di loro che ci siamo concentrati”. Lo ha dichiarato il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ospite di Agorà Estate, su Rai 3, intervistato dalla conduttrice e giornalista Giulia Di Stefano. Nel corso dell’intervista, il Ministro ha sottolineato che “un’organizzazione è in grado di funzionare se le persone che la compongono hanno le idee chiare su ciò che devono fare”. Per questo, ha spiegato, il Governo ha investito sul capitale umano attraverso il reclutamento, la formazione, l’innovazione tecnologica e il rinnovo dei contratti.
Soffermandosi sul tema contrattuale, Zangrillo ha ricordato che “dal punto di vista del salario la Pubblica Amministrazione ha vissuto un’epoca complicata, con otto anni senza rinnovi contrattuali. Abbiamo iniziato a rinnovare i contratti nel 2018, ma abbiamo accumulato ritardi. Rinnovare i contratti nei tempi corretti e garantire continuità ai rinnovi contrattuali è una priorità”. Il Ministro ha quindi evidenziato che “i 30 miliardi di euro stanziati ci hanno consentito di stabilire un contatto con il sindacato con risultati mai raggiunti prima”. Ha inoltre annunciato che “la tornata contrattuale 2025-2027 la stiamo chiudendo. Con la conclusione del contratto della sanità abbiamo chiuso la tornata 2025-2027 dei comparti della Pubblica Amministrazione”.
Capitale umano
Parlando dell’organizzazione della macchina pubblica, il Ministro ha osservato che “i modelli organizzativi dipendono dalle persone che vi lavorano. Stiamo lavorando sul capitale umano perché i nostri modelli organizzativi si modificano con le nostre persone. Dobbiamo essere capaci di capire il contesto in cui siamo immersi e organizzare la Pubblica Amministrazione in ragione delle esigenze dell’epoca che stiamo vivendo”. Sul fronte della formazione e del ricambio generazionale, Zangrillo ha ricordato che “quando siamo arrivati il tempo dedicato alla formazione era di sei ore all’anno, con un capitale umano che aveva un’età media di 52 anni. Abbiamo lavorato molto sui reclutamenti: sono entrate 642 mila persone, molte con meno di 40 anni. Questo ci consente di abbattere i processi ottocenteschi che abbiamo ereditato e di snellire la macchina burocratica”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla trasformazione digitale. “È evidente che oggi la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale ci consentono di ripensare i nostri processi e di renderli più semplici. Esistono già strumenti molto potenti come PagoPA e SPID. Il cittadino non è più costretto ad andare fisicamente negli uffici del Comune”. Il ministro ha ricordato inoltre che “SPID è utilizzato da 41 milioni di italiani e la Carta d’Identità Elettronica da 40 milioni di cittadini”, sottolineando però che “dobbiamo tenere conto di una popolazione abbastanza anziana e preoccuparci che anche questa parte della popolazione sia in grado di dialogare con la Pubblica Amministrazione”.
Sull’intelligenza artificiale, Zangrillo ha evidenziato che “oggi rappresenta uno strumento di straordinaria importanza. Se utilizzata correttamente, tenendo conto che è un aiuto all’attività umana, può aprirci moltissime porte. Non dobbiamo però mai dimenticare che non possiamo delegare all’intelligenza artificiale tutte le attività che richiedono il discernimento umano. Le decisioni e le responsabilità restano dell’uomo”.
Caro carburanti
Interpellato anche sul tema del caro carburanti, il Ministro ha affermato che “si tratta di una questione che dobbiamo seguire con particolare attenzione. Viviamo una fase nella quale, purtroppo, subiamo le conseguenze di eventi che non dipendono da noi. Finora abbiamo avuto una dinamica di reattività agli eventi con disponibilità limitate”. Zangrillo ha aggiunto che “è necessario che la crisi dello Stretto di Hormuz trovi una soluzione. Solo quella sarà la risposta che i Paesi europei potranno dare ai cittadini”.





