Una nuova offensiva russa su larga scala ha colpito nella notte tra domenica e lunedì diverse città ucraine con un bilancio terribile: almeno undici i morti e 53 i feriti e danni a infrastrutture civili, edifici pubblici e siti culturali. Kiev e Kharkiv sono stati tra i centri maggiormente interessati dai bombardamenti, ma attacchi e distruzioni sono stati segnalati anche a Dnipro e in altre aree del Paese. Secondo il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky la Russia ha impiegato 70 missili e 611 droni. Oltre sessanta razzi avrebbero avuto come obiettivo la capitale. L’episodio che ha suscitato maggiore attenzione riguarda la Lavra delle Grotte di Kiev, il principale complesso monastico della capitale e sito inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Durante l’attacco è scoppiato un incendio sul tetto della Cattedrale della Dormizione, successivamente spento dai servizi di emergenza. Le immagini diffuse dalle autorità ucraine mostrano i danni riportati dall’edificio religioso, considerato uno dei simboli della spiritualità ortodossa dell’Europa orientale.
Zelensky ha definito l’accaduto “uno dei più grandi crimini russi contro la cultura cristiana” e ha parlato di un attacco rivolto non soltanto contro l’Ucraina ma contro il patrimonio culturale dell’umanità. Una lettura condivisa dal ministero della Cultura ucraino, che ha segnalato danni anche ad altre strutture presenti all’interno del complesso della Lavra.
Mosca non ci sta
Mosca ha respinto però ogni responsabilità. In una nota diffusa dal ministero della Difesa russo e rilanciata dalle agenzie di stampa del Paese il Cremlino ha detto che il monastero di Pechersk è stato raggiunto da un missile Patriot di produzione statunitense appartenente alla difesa aerea ucraina. Secondo la versione russa una delle possibili cause dell’incidente sarebbe insomma il malfunzionamento del sistema, forse legato all’impiego di missili forniti dall’Occidente oltre il termine della loro vita operativa. Il ministero ha ribadito inoltre che le forze armate russe “non pianificano e non effettuano attacchi a infrastrutture civili”. Oltre alla cattedrale, i bombardamenti hanno coinvolto numerose istituzioni culturali. Il ministero della Cultura di Kiev riferisce danni al Tesoro del Museo Nazionale di Storia dell’Ucraina, al Museo del Libro e della Stampa, alla Biblioteca Nazionale di Storia dell’Ucraina, all’Accademia Nazionale del Personale Dirigenziale della Cultura e delle Arti e al deposito del Museo Nazionale di Architettura e Vita Popolare.
Nella capitale colpiti anche gli storici studi cinematografici Oleksandr Dovzhenko. L’incendio sviluppatosi all’interno del complesso ha distrutto il laboratorio dei costumi e una parte consistente del patrimonio custodito dalla struttura. Secondo le autorità ucraine sono andati perduti circa 100mila costumi e oltre tre milioni di capi utilizzati nel corso dei decenni dalle produzioni cinematografiche nazionali. Danni vengono segnalati inoltre al complesso culturale e museale Mystetskyi Arsenal e al Palazzo Nazionale delle Arti ‘Ukraine’.
Altri attacchi
A Kharkiv l’attacco ha provocato conseguenze particolarmente pesanti tra i soccorritori. Zelensky ha detto che un bombardamento ha raggiunto il personale impegnato nelle operazioni di emergenza: il bilancio è di cinque morti e nove feriti. Nella stessa città risultano compromessi anche alcuni edifici culturali, tra cui il Museo d’Arte di Kharkiv, una delle principali istituzioni museali del Paese. Raid anche su Dnipro, dove le esplosioni hanno interessato la stazione ferroviaria e la Casa dell’Organo e della Musica da Camera. L’edificio, noto anche come Chiesa di Briansk, è inserito nel Registro statale dei monumenti immobiliari dell’Ucraina e rappresenta uno dei principali punti di riferimento culturali della città.
Sostegno a Kiev
Proprio alla vigilia dell’incontro dei leader delle principali economie occidentali riuniti a Evan il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito il sostegno a Kiev. Secondo la leader europea l’Ucraina si trova oggi in una posizione più solida rispetto a un anno fa, mentre la Russia risente delle conseguenze delle sanzioni e delle difficoltà della propria economia di guerra. Von der Leyen ha ricordato che il prestito europeo da 90 miliardi di euro coprirà circa due terzi del fabbisogno finanziario ucraino per il 2026 e il 2027. Nel frattempo il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un nuovo pacchetto di misure restrittive contro Mosca. Le sanzioni riguardano 34 persone e 47 entità e puntano a colpire il complesso militare-industriale russo, la cosiddetta flotta ombra utilizzata per le esportazioni energetiche, le attività ibride attribuite al Cremlino e la rete di propaganda statale. Tra i soggetti inseriti nella lista figurano anche funzionari, magistrati, membri dell’Fsb e personale medico accusati dall’Ue di avere avuto un ruolo nella persecuzione e nella morte dell’oppositore Alexei Navalny.





