Hasan Piker e Cenk Uygur, volti di punta del network progressista statunitense The Young Turks, non potranno entrare nel Regno Unito. La notizia, confermata dai due commentatori sui social media, ha immediatamente acceso un dibattito internazionale sulle politiche migratorie britanniche e sul crescente ricorso a criteri di sicurezza e “rischio reputazionale” per negare l’ingresso a figure pubbliche.
Secondo quanto riportato da testate come The Guardian e BBC News, le autorità britanniche avrebbero comunicato ai due commentatori che la loro presenza nel Paese “non sarebbe stata favorevole al pubblico interesse”. Una formula ampia, già utilizzata in passato per escludere attivisti, influencer e personalità politiche considerate controverse.
Piker e Uygur, entrambi cittadini statunitensi, avrebbero dovuto partecipare a una serie di eventi pubblici e incontri con la diaspora turca e con gruppi progressisti londinesi.
Piker ha definito la decisione “assurda e politicamente motivata”, sostenendo che il governo britannico stia applicando criteri arbitrari per limitare l’ingresso di figure critiche verso governi alleati. Uygur, che negli ultimi mesi ha intensificato la sua attività politica negli Stati Uniti, ha parlato di “censura preventiva” e di un tentativo di impedire discussioni scomode sulla politica estera occidentale.
Il governo britannico non ha commentato nel dettaglio, limitandosi a ribadire che le decisioni sull’ingresso nel Paese vengono prese “caso per caso” e sulla base di valutazioni di sicurezza. Tuttavia, diversi analisti citati da Politico Europe sottolineano che il Regno Unito ha adottato negli ultimi anni una linea più rigida, soprattutto nei confronti di personalità percepite come polarizzanti.
I sostenitori dei due commentatori denunciano un precedente che potrebbe colpire anche giornalisti e attivisti. I critici sostengono che Piker e Uygur abbiano utilizzato toni incendiari e che il Regno Unito abbia il diritto di tutelarsi.





