Migliaia di persone si sono radunate ad Ankara per sostenere Özgür Özel, l’ex leader del principale partito di opposizione turco, il CHP, destituito nelle scorse settimane in circostanze che molti attivisti definiscono “politicamente motivate”. La manifestazione, una delle più imponenti degli ultimi mesi nella capitale, ha trasformato il centro cittadino in un mare di bandiere rosse e cartelli che chiedevano “giustizia”, “democrazia” e il ripristino della leadership di Özel.
Secondo quanto riportato dal New York Times e da media locali come Cumhuriyet e BirGün, la protesta è stata organizzata in risposta alla decisione del tribunale di Ankara che ha confermato la rimozione di Özel dalla guida del CHP, una sentenza che l’opposizione considera parte di un più ampio clima di pressione istituzionale.
Özel, salito sul palco tra cori e applausi, ha accusato il governo di voler “zittire l’unica voce capace di sfidare il potere”, promettendo di continuare la battaglia politica “nelle piazze, nei tribunali e nel Parlamento”.
La manifestazione ha attirato non solo sostenitori del CHP, ma anche membri di altri partiti di opposizione, sindacati, associazioni civiche e gruppi studenteschi. Molti hanno denunciato un deterioramento dello stato di diritto e un uso crescente degli strumenti giudiziari per indebolire il pluralismo politico.
Alcuni analisti, citati da Al Jazeera e Reuters, ritengono che la mobilitazione attorno a Özel rifletta un malcontento più profondo, alimentato dalla crisi economica, dall’inflazione persistente e da un clima politico sempre più polarizzato.
Il governo ha respinto le accuse, sostenendo che la decisione sulla leadership del CHP sia “un affare interno al partito” e che le istituzioni giudiziarie abbiano agito in piena autonomia. Tuttavia, la protesta di Ankara mostra che la vicenda ha assunto una dimensione nazionale, diventando un simbolo della lotta per la rappresentanza e la trasparenza politica.





