L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea resta un obiettivo politico condiviso da molti governi occidentali, ma il percorso appare tutt’altro che semplice. A sottolinearlo è il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ invita a guardare con realismo alle conseguenze economiche e strategiche di un eventuale allargamento. “Per Kiev entrare in Europa è molto difficile”, afferma il Ministro, spiegando che le criticità non sono soltanto politiche. Secondo Crosetto, infatti, l’adesione di un Paese delle dimensioni dell’Ucraina e con il suo sistema economico rischierebbe di provocare pesanti contraccolpi in alcuni settori chiave dell’economia europea, a partire dall’agricoltura. Una prospettiva che, a suo giudizio, preoccupa non soltanto l’Italia ma anche altri partner europei, compresa la Germania.
Le difficoltà dell’ingresso nell’Unione non significano però che Kiev debba restare ai margini dell’architettura di sicurezza continentale. Al contrario, Crosetto ritiene che l’Ucraina debba essere parte integrante di un nuovo sistema di difesa europeo capace di andare oltre gli attuali confini dell’Ue. L’idea è quella di costruire una struttura comune che coinvolga anche Regno Unito, Norvegia e Paesi dei Balcani, rafforzando la capacità di deterrenza del continente.
Sviluppi del conflitto
Il Ministro guarda inoltre agli sviluppi del conflitto con la Russia, sostenendo che Mosca stia attraversando una fase più complessa rispetto al passato. “Per anni ci siamo chiesti quanto avrebbe resistito l’Ucraina, oggi sembra invece che sia la Russia a trovarsi in difficoltà”, osserva, facendo riferimento agli attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche e strategiche russe. Per Crosetto, comunque, l’obiettivo resta una tregua che possa aprire la strada a una pace duratura. Una pace che, avverte, non potrà essere garantita solo dagli accordi diplomatici. “Bisogna prepararsi a blindarla”, spiega, ricordando che gli Stati Uniti hanno più volte chiesto agli alleati europei di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Da qui la necessità di rafforzare gli investimenti nella Difesa e costruire un sistema europeo credibile, capace di scoraggiare future aggressioni e garantire stabilità al continente.





