La Cina ha scritto una nuova pagina della sua storia spaziale con il lancio della missione Shenzhou‑23, che per la prima volta porta in orbita un’astronauta originaria di Hong Kong. Li Jiaying, 43 anni, agente di polizia e madre di tre figli, è la scienziata responsabile del carico utile a bordo della navicella che domenica sera ha raggiunto la stazione spaziale Tiangong. La sua presenza nell’equipaggio rappresenta un momento celebrato come storico dalle autorità della regione amministrativa speciale.
La missione, composta anche dall’ingegnere spaziale Zhu Yangzhu e dall’ex pilota militare Zhang Zhiyuan, prevede un esperimento cruciale: almeno uno dei tre astronauti trascorrerà un anno intero in orbita, una delle permanenze più lunghe mai realizzate e un banco di prova per le future ambizioni cinesi nello spazio profondo. La decisione su chi resterà per dodici mesi verrà presa più avanti, in base alle esigenze scientifiche e operative.
Il lancio del razzo Lunga Marcia 2‑F dal deserto del Gobi è stato seguito da una folla entusiasta che ha sventolato bandiere cinesi. Poche ore dopo, la navicella ha attraccato alla stazione Tiangong, dove l’equipaggio condurrà esperimenti sugli effetti della microgravità sul corpo umano, un tassello fondamentale per le missioni di lunga durata.
L’inclusione di Li nella missione è stata accolta con orgoglio a Hong Kong, dove il governo locale ha sottolineato il valore simbolico della sua partecipazione. Analisti ritengono che figure come la sua possano contribuire a rafforzare il senso di appartenenza nazionale, soprattutto tra i giovani.
Nel 2024 la sonda Chang’e‑6 ha riportato sulla Terra campioni dal lato nascosto della Luna. Pechino punta a un allunaggio entro il 2030, in una competizione sempre più serrata con gli Stati Uniti, che mirano a tornare sulla Luna nel 2028.





