Lo sciopero della fame iniziato nel centro di detenzione ICE dell’Essex County, in New Jersey, continua a coinvolgere un numero crescente di detenuti che protestano contro le condizioni della struttura e la durata delle loro detenzioni amministrative. Secondo fonti locali e organizzazioni per i diritti dei migranti, diversi partecipanti allo sciopero avrebbero superato la seconda settimana senza cibo solido, con un peggioramento delle condizioni fisiche monitorato dal personale medico interno.
Le richieste riguardano l’accesso alle cure, la trasparenza sui tempi dei procedimenti e la riduzione dell’uso della detenzione per casi non criminali. La protesta ha attirato l’attenzione di alcuni membri del Congresso, che hanno effettuato una visita ispettiva per valutare la situazione.
Le delegazioni hanno incontrato detenuti, avvocati e rappresentanti dell’agenzia, raccogliendo testimonianze sulle condizioni igieniche, sull’accesso ai servizi sanitari e sulla gestione dei casi di lunga permanenza. Le organizzazioni che seguono la vicenda sostengono che la detenzione prolungata senza una data certa di rilascio o trasferimento rappresenti uno dei principali fattori di tensione. ICE ha ribadito che la struttura opera nel rispetto degli standard federali e che i detenuti in sciopero ricevono monitoraggio medico costante.
Le autorità locali hanno confermato che eventuali interventi sanitari vengono valutati caso per caso, nel rispetto delle linee guida federali. Tuttavia, gruppi di advocacy e avvocati per i diritti civili continuano a denunciare criticità strutturali, sostenendo che la detenzione amministrativa dovrebbe essere utilizzata solo come ultima risorsa. La visita dei parlamentari ha riacceso il dibattito nazionale sulle condizioni dei centri ICE e sull’uso della detenzione per le procedure migratorie.





