Migliaia di persone si sono radunate nel centro di Madrid per chiedere le dimissioni del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, in una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi mesi. La protesta, convocata da gruppi civici e sostenuta da diversi partiti dell’opposizione, è esplosa dopo nuove polemiche legate alle indagini giudiziarie che coinvolgono ambienti vicini al governo e alle tensioni politiche generate dagli accordi con i partiti indipendentisti catalani.
I manifestanti hanno sfilato lungo il Paseo del Prado e si sono concentrati davanti al Congreso de los Diputados, scandendo slogan contro l’esecutivo e accusando Sánchez di aver “superato i limiti della governabilità democratica”. La polizia nazionale ha dispiegato un ingente dispositivo di sicurezza, ma la marcia si è svolta per lo più in modo pacifico, con solo alcuni momenti di tensione quando piccoli gruppi hanno tentato di avvicinarsi alle barriere che proteggono il Parlamento.
Secondo i media spagnoli, la partecipazione è stata alimentata dal malcontento per le recenti concessioni politiche ai partiti catalani, considerate da una parte dell’opinione pubblica come un cedimento inaccettabile. L’opposizione conservatrice ha definito la protesta “un segnale chiaro del disagio sociale”, mentre il governo ha minimizzato, parlando di “mobilitazioni legittime ma strumentalizzate”.
Sánchez, che negli ultimi mesi ha difeso con forza la sua agenda politica, non ha rilasciato dichiarazioni dirette sulla manifestazione, ma fonti della Moncloa hanno ribadito che l’esecutivo “continuerà a lavorare per la stabilità e il dialogo”. Gli analisti avvertono però che la crescente polarizzazione potrebbe complicare ulteriormente la gestione parlamentare, già fragile.
La protesta di Madrid si inserisce in un clima politico teso, con nuove mobilitazioni annunciate per le prossime settimane e un’opinione pubblica sempre più divisa sul futuro del governo.





