La Francia ha imposto un divieto d’ingresso al ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben‑Gvir, dopo la diffusione di un video in cui il politico ultranazionalista insulta e umilia un attivista internazionale detenuto durante l’intercettazione di una flottiglia diretta verso Gaza. Parigi ha definito le sue parole “indicibili” e “incompatibili con i valori fondamentali europei”, segnando uno dei più duri strappi diplomatici tra i due Paesi degli ultimi anni.
Secondo fonti del Quai d’Orsay, il provvedimento è stato adottato in risposta diretta al comportamento del ministro, giudicato “degradante” e “potenzialmente lesivo del diritto umanitario”. Le autorità francesi hanno confermato che Ben‑Gvir non potrà entrare nel territorio nazionale né partecipare a incontri ufficiali con membri del governo.
La decisione arriva mentre diversi Paesi europei chiedono chiarimenti a Israele sul trattamento riservato ai passeggeri della flottiglia, composta da attivisti e operatori umanitari di varie nazionalità. Il governo israeliano ha reagito con irritazione, definendo la misura “politicamente motivata”, mentre l’opposizione interna accusa Ben‑Gvir di aver danneggiato ulteriormente l’immagine internazionale del Paese.
Organizzazioni per i diritti umani hanno accolto con favore la scelta francese, sostenendo che il video rappresenti “un esempio lampante di abuso di potere”. L’episodio rischia di aggravare le tensioni già elevate tra Parigi e Gerusalemme, in un contesto segnato da divergenze sulla guerra a Gaza e sulle operazioni israeliane contro attivisti e ONG.
La Francia ha ribadito che continuerà a monitorare la situazione e a chiedere “pieno rispetto della dignità dei detenuti e del diritto internazionale”.





