L’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran per fermare le operazioni militari e avviare un percorso negoziale verso un’intesa più ampia raccoglie il sostegno della comunità internazionale e apre i primi spiragli di normalizzazione nella regione del Golfo Persico. Giorgia Meloni ha definito l’intesa “un’occasione di pace che va colta” e ha espresso il sostegno dell’Italia al processo diplomatico insieme a Francia, Germania e Regno Unito. In una nota il Premier ha ringraziato in particolare Qatar e Pakistan per il ruolo di mediazione svolto nelle trattative e ha ribadito due principi ritenuti fondamentali: impedire che l’Iran si doti dell’arma nucleare e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. In questo contesto, l’Italia si è detta pronta a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura del passaggio marittimo, previa autorizzazione parlamentare.
Segnali concreti della riapertura dello stretto sono arrivati già nelle ore successive all’annuncio dell’accordo. Secondo dati di tracking navale, la nave di gas naturale liquefatto “Desha”, noleggiata dalla compagnia indiana Petronet, ha attraversato Hormuz dirigendosi verso est. L’imbarcazione, che trasporta un carico proveniente dal terminal qatariota di Ras Laffan e destinato all’India, era rimasta bloccata nell’area per mesi. Il transito rappresenta uno dei primi passaggi commerciali di rilievo dopo l’intesa tra Washington e Teheran.
Ricadute economiche
Anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato le possibili ricadute economiche dell’accordo. Secondo il ministro, la riapertura di Hormuz consentirebbe di ripristinare una quota significativa delle esportazioni di petrolio e gas provenienti dal Golfo Persico, contribuendo ad allentare la pressione sui mercati energetici internazionali e sui prezzi. Pichetto ha inoltre ricordato che il Governo valuterà nelle prossime settimane se sussistano ancora le condizioni di emergenza che hanno giustificato alcuni interventi sulle accise. Sul piano operativo il Vicepremier Antonio Tajani ha confermato la disponibilità italiana a partecipare alle attività di sminamento dello Stretto di Hormuz. Due dragamine italiani, già aggregate alla missione europea Aspides, potrebbero essere impiegate per contribuire alla sicurezza della navigazione e al ripristino delle normali rotte commerciali.
L’accordo ha ricevuto il plauso anche da diversi Paesi della regione. La Giordania ha accolto con favore l’intesa, sottolineando l’importanza di arrivare a una soluzione permanente che garantisca sicurezza e stabilità nel Medio Oriente nel rispetto degli interessi di tutti gli Stati coinvolti. Analogo sostegno è arrivato dal Kuwait, che ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto da Qatar e Pakistan e ha auspicato che il negoziato rafforzi i principi di buon vicinato e non interferenza negli affari interni degli Stati.
De-escalation
Intanto, in Libano meridionale si registrano i primi effetti della de-escalation. Secondo i media locali, dopo l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran è tornata una fragile calma in diverse località del sud del Paese. Alcuni residenti hanno iniziato a rientrare nelle proprie abitazioni per verificare i danni e recuperare gli effetti personali, anche se le autorità continuano a raccomandare prudenza a causa della presenza di ordigni inesplosi e infrastrutture danneggiate.





