Ad agosto saranno circa 19 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa, mentre quasi 40 milioni di residenti, pari a due persone su tre, resteranno nelle proprie città o nei luoghi di residenza. È la stima elaborata dal Centro Studi Conflavoro, che per la prima volta analizza l’impatto economico di quella che definisce “l’Italia dei Rimasti”, una fascia di popolazione che, pur non partendo, continua a sostenere consumi e attività economiche di prossimità. La proiezione, riferita esclusivamente al mese di agosto, oscilla tra 37 e 42 milioni di persone e non è confrontabile con i dati sull’intera stagione estiva, che comprende quattro mesi. Secondo Conflavoro, i consumi di chi rimane generano oltre 11 miliardi di euro nell’arco del mese.
Una spesa che si concentra soprattutto nel commercio di vicinato, dai negozi alimentari ai bar, passando per forni, fruttivendoli e piccole attività di quartiere. Il presidente nazionale di Conflavoro PMI, Roberto Capobianco, sottolinea come il dibattito estivo sia spesso concentrato sui grandi flussi turistici, mentre esista un’economia diffusa alimentata da milioni di cittadini che non si spostano e continuano ad acquistare sotto casa.
L’indagine evidenzia inoltre che, sebbene quasi la metà dei viaggi annuali si concentri nel trimestre estivo, oltre il 50% venga effettuato nel resto dell’anno. Tra chi resta a casa ad agosto c’è infatti anche chi ha scelto di posticipare le ferie all’autunno o all’inverno. Per molti altri, invece, la mancata partenza dipende da motivazioni economiche, esigenze di assistenza familiare, condizioni di salute o impegni di lavoro. Lo studio rileva che oltre il 30% delle famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa. La quota sale al 33,2% tra i nuclei con un figlio minore e raggiunge il 53,3% nelle famiglie con tre o più figli.
Differenze territoriali
Le differenze territoriali restano marcate. Nel Mezzogiorno viaggia mediamente il 7,8% dei residenti in un trimestre, contro il 24,1% del Nord. Allo stesso tempo, nel Sud la quota di spesa destinata ai generi alimentari rappresenta il 25,4% dei consumi delle famiglie, a fronte del 17,4% registrato nel Nord-Est, a conferma del diverso peso che le spese essenziali continuano ad avere nei bilanci domestici. Lo studio dedica un focus anche al tradizionale pranzo di Ferragosto. Per una tavolata di otto persone composta da antipasto, pasta al forno, grigliata mista, contorni, anguria, dolce, vino, birra e caffè, la spesa stimata è di circa 170 euro, pari a poco più di 21 euro a persona. Secondo Capobianco, si tratta di una ricorrenza che continua a sostenere la filiera del commercio locale, con gli acquisti che si concentrano nelle attività di prossimità.





