Gli Stati Uniti e l’Iran continuano a trattare attraverso la mediazione del Pakistan, ma l’accordo resta lontano. La Casa Bianca considera “insufficiente” l’ultima proposta iraniana e teme “la ripresa della guerra”. Una fonte americana citata da Al Jazeera sostiene che “la pazienza di Donald Trump si sta esaurendo” e che Teheran avrebbe “giorni, non settimane” per offrire concessioni concrete.
La nuova bozza iraniana, composta da 14 punti e trasmessa a Washington attraverso Islamabad, punta soprattutto alla fine del conflitto e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo media iraniani, prevederebbe un congelamento a lungo termine dell’arricchimento dell’uranio, senza lo smantellamento del programma nucleare. Per Washington, invece, l’obiettivo dichiarato è impedire a Teheran qualsiasi capacità militare nucleare. Il materiale già arricchito potrebbe essere trasferito in Russia invece che negli Stati Uniti. In cambio, l’Iran punta a ottenere concessioni economiche e una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio.
Hormuz, petrolio a 111 dollari
In questo quadro, secondo il Financial Times, i flussi commerciali nel Golfo sono diminuiti tra il 60 e l’80%. Solo poche navi riescono ad attraversare ogni giorno Hormuz, contro circa 135 transiti quotidiani prima della guerra. Almeno 38 imbarcazioni sarebbero state attaccate. Le principali compagnie marittime hanno aperto rotte terrestri alternative attraverso Arabia Saudita, Iraq e Giordania, ma i camion possono sostituire solo una parte limitata della capacità garantita dalle navi.
“L’arretrato sarà spaventoso”, ha dichiarato David Ozard, direttore generale della John Mason International. Il blocco pesa anche sui prezzi dell’energia. Il Brent è salito a 111,16 dollari al barile, mentre il Wti ha superato i 103 dollari. Secondo media iraniani, tre petroliere autorizzate dagli Stati Uniti sarebbero riuscite a superare il blocco navale americano e a raggiungere l’isola di Kharg, aumentando di circa 1,9 milioni di barili la capacità di stoccaggio di Teheran. Una nave avrebbe temporaneamente disattivato il sistema Ais, un’altra batteva bandiera russa.
L’Iran ha confermato colloqui tecnici con l’Oman per definire un meccanismo di “transito sicuro” nello Stretto. L’Ue continua a difendere la libertà di navigazione a Hormuz: per Kaja Kallas “non è negoziabile”, mentre Valdis Dombrovskis chiede la riapertura dello Stretto “senza pedaggi”. Sulla stessa linea Stati Uniti e Cina, contrari a qualsiasi pedaggio sul traffico navale. Anche Stati Uniti e Cina hanno concordato sul fatto che nessun Paese possa imporre pedaggi al traffico navale nello Stretto.
Raid e preparativi militari
La tensione militare resta alta in tutta la regione. L’Arabia Saudita ha annunciato di avere intercettato e distrutto tre droni provenienti dallo spazio aereo iracheno. Kuwait e Qatar hanno espresso solidarietà a Riad e hanno definito l’episodio “una violazione della sovranità saudita”. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha condannato “i nuovi attacchi iraniani agli Emirati Arabi Uniti” e ha avvertito che colpire impianti nucleari rappresenta “una minaccia per la sicurezza delle popolazioni della regione”. Secondo Cnn e Channel 12, il Pentagono avrebbe già preparato una lista di possibili obiettivi in Iran, compresi siti energetici e infrastrutturali.
Nelle ultime 24 ore, decine di aerei cargo americani avrebbero trasferito munizioni in Israele dalle basi Usa in Germania. Trump ha riunito nel suo golf club in Virginia il vicepresidente JD Vance, Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe e l’inviato Steve Witkoff per discutere le prossime mosse. Sul social Truth ha pubblicato 22 post in meno di mezz’ora, tra immagini belliche e mappe del Medio Oriente con frecce puntate verso l’Iran.
Gaza e Libano
A Gaza, Hamas ha nominato Mohammed Odeh nuovo comandante militare nella Striscia dopo l’uccisione di Izz al Din al Haddad, secondo il quotidiano saudita Al Sharq Al Awsat. Haddad, soprannominato “il Fantasma”, era considerato da Israele il capo dell’ala militare di Hamas a Gaza ed è stato ucciso in un raid contro un appartamento di Gaza City insieme alla moglie e alla figlia diciannovenne. In Libano, un attacco israeliano nella zona di Baalbek, nella valle della Beqaa, ha ucciso Wael Mahmoud Abdel Halim, indicato dall’Idf come comandante della Jihad islamica palestinese nell’area, e la figlia diciassettenne. Secondo l’esercito israeliano, Abdel Halim coordinava l’integrazione dei miliziani della Jihad islamica nelle operazioni condotte insieme a Hezbollah.





