Non è solo un titolo evocativo, ma una dichiarazione di intenti. “Si fa presto a dire impresa. La gabbia delle regole”, il volume realizzato dalla Cna ed edito da Il Mulino, riporta al centro del dibattito pubblico uno dei nodi più critici del sistema economico italiano: il rapporto tra imprese e burocrazia.Presentato a Roma con il saluto introduttivo del presidente della Camera di Commercio capitolina, Lorenzo Tagliavanti, il libro raccoglie contributi autorevoli: dalla prefazione del costituzionalista Sabino Cassese all’intervento dell’economista Carlo Cottarelli, fino al lavoro di Marco Capozi, responsabile dell’Ufficio legislativo Cna che ha curato il volume. A chiudere, le conclusioni del presidente nazionale della Confederazione, Dario Costantini, con la moderazione del giornalista Lao Petrilli.
Una sintesi delle difficoltà
L’opera rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso di analisi sviluppato attraverso le sei edizioni dell’Osservatorio Burocrazia Cna. Non un semplice saggio, ma una sintesi organica di dati, esperienze e proposte maturate nel tempo a diretto contatto con le difficoltà quotidiane delle imprese. Non a caso, la presentazione inaugura ufficialmente le celebrazioni per gli 80 anni della Confederazione.
Più attenzione ai temi delle piccole imprese
“C’è grande attenzione sulla burocrazia tra artigiani e piccoli imprenditori, molto più che su altri temi come la legge elettorale”, ha sottolineato Costantini. “Ci aspettiamo una politica forte, capace di mettere questa questione al centro del programma elettorale”. Dello stesso avviso Cottarelli, che ha evidenziato come interventi incisivi siano possibili solo con un mandato politico chiaro e condiviso, ponendo però un interrogativo: “Gli italiani voterebbero un partito che mette al primo posto la semplificazione burocratica?”.
Il “Grido d’allarme”
Il libro si configura come un vero e proprio “grido d’allarme”. Cassese ha richiamato l’attenzione sulla proliferazione normativa, citando esempi recenti di interventi legislativi estremamente dettagliati e interrogandosi sulla loro reale efficacia: “Una legge di semplificazione che entra in questi dettagli coglie il problema o si perde?”. Pur riconoscendo che semplificare è un processo complesso.
Basta eccesso di regole
Il principio cardine del volume è tanto semplice quanto ambizioso: riportare l’impresa al centro dell’ordinamento economico, superando una visione dominata dall’eccesso di regole. Negli anni, la stratificazione normativa ha prodotto un sistema spesso contraddittorio che finisce per penalizzare proprio le piccole e medie imprese, ossatura produttiva del Paese.
I danni dell’ipertrofica normativa
L’analisi condotta dalla Cna mette in luce quella che viene definita una “ipertrofia normativa”: un eccesso di adempimenti che trasforma la burocrazia da strumento di garanzia a freno allo sviluppo. Il volume distingue però chiaramente tra una burocrazia necessaria — indispensabile per assicurare diritti e certezza delle regole — e una “burocrazia cattiva”, fatta di duplicazioni, lentezze e obblighi inutili.
Centinaia di ore perse
Tra gli elementi più rilevanti emerge il dato sull’impatto concreto degli oneri amministrativi: gli imprenditori italiani sono costretti a dedicare centinaia di ore ogni anno agli adempimenti, una vera e propria “tassa occulta” che incide sulla competitività.
Testo come manuale operativo
Il libro si propone così come un manuale operativo di semplificazione, capace di unire diagnosi e soluzioni. Non solo una fotografia dello stato dell’arte, ma un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché si avvii un processo strutturale e continuo di riforma. Il messaggio è chiaro: la semplificazione non può ridursi a interventi episodici o a slogan, ma deve diventare una politica permanente, capace di incidere sui meccanismi profondi della pubblica amministrazione.
La gabbia delle regole
“Si fa presto a dire impresa” diventa così una sintesi efficace di una realtà complessa: fare impresa in Italia è possibile, ma spesso significa muoversi dentro una gabbia di regole che richiede tempo, risorse e resilienza. La sfida lanciata è chiara: trasformare quella gabbia in un sistema più semplice, trasparente e realmente funzionale alla crescita.





