0

Turismo, lʼItalia cresce ma la Spagna corre più veloce: resta il divario su arrivi e spesa estera

Il report della ‘Rome Business School’ evidenzia l’andamento 2026, Madrid resta avanti per flussi internazionali e spesa dei visitatori
lunedì, 15 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Il turismo italiano continua a espandersi, ma la sfida non riguarda più soltanto l’aumento dei visitatori. Il tema centrale diventa la distribuzione dei flussi sul territorio e la capacità di trasformare la crescita in valore economico diffuso. È quanto emerge dal report Italia oltre l’overtourism: il turismo di prossimità ridisegna le nuove mete del 2026ʼ, realizzato da Valerio Mancini, direttore del Centro di Ricerca Divulgativo della Rome Business School. Le previsioni per l’estate indicano 171,8 milioni di presenze tra luglio e agosto, delle quali oltre 89 milioni provenienti dall’estero. Il dato segue un primo trimestre che ha raggiunto 71,6 milioni di presenze, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel 2025 gli arrivi hanno registrato una flessione dello 0,9%, mentre le presenze sono salite del 2,3%, attestandosi a 476,9 milioni. La componente internazionale ha sostenuto la crescita con 255 milioni di pernottamenti e una spesa turistica pari a 60,4 miliardi di euro, in aumento del 4,7%. Per il 2026 Demoskopikastima 141,2 milioni di arrivi e 478,6 milioni di presenze.

Una fase diversa

Secondo l’analisi il sistema turistico nazionale sta entrando in una fase diversa rispetto agli anni successivi alla pandemia. La crescita continua, ma premia soprattutto le destinazioni capaci di costruire un’offerta riconoscibile e legata alle caratteristiche del territorio. Un segnale arriva dai borghi. Nel 2025 le presenze nei piccoli centri sono aumentate del 7%, mentre le ricerche online dedicate a queste destinazioni hanno raggiunto quota 94 milioni nel 2024, con una crescita del 52% rispetto all’anno precedente.
Il cambiamento riguarda anche le modalità di prenotazione. Oltre il 40% delle prenotazioni turistiche europee viene effettuato entro trenta giorni dalla partenza, mentre più del 70% passa attraverso piattaforme digitali. Algoritmi, recensioni, social network e sistemi di pricing influenzano in misura crescente le scelte dei viaggiatori e favoriscono località meno conosciute rispetto alle destinazioni tradizionali.

Altri numeri

Tra le regioni con il maggior numero di presenze figurano Lazio e Veneto. Il Lazio ha superato gli 82 milioni di pernottamenti nel 2025 grazie anche all’effetto del Giubileo, mentre il Veneto si mantiene oltre gli 81 milioni. La Campania registra una delle crescite più rapide, con oltre 18 milioni di visitatori. La Toscana continua invece a distinguersi per la spesa media dei turisti stranieri, superiore ai mille euro per visitatore. Negli ultimi anni hanno guadagnato terreno anche Abruzzo, Molise, Friuli-Venezia Giulia e Basilicata. La domanda orientata verso turismo naturalistico, percorsi outdoor ed esperienze enogastronomiche ha favorito territori meno esposti alla pressione dei grandi flussi turistici.
Il confronto internazionale mostra però un divario ancora ampio. Nel 2025 la Spagna ha accolto 96,8 milioni di turisti stranieri e ha registrato una spesa estera pari a 134,7 miliardi di euro, oltre il doppio rispetto all’Italia. Anche la Francia ha superato i 100 milioni di visitatori internazionali, grazie a una strategia che integra turismo culturale, gastronomia, lusso e grandi eventi.

Criticità

Secondo il rapporto l’Italia dispone di un patrimonio territoriale comparabile a quello dei principali concorrenti europei, ma continua a confrontarsi con alcune criticità. Tra queste figurano la frammentazione delle politiche regionali, la limitata integrazione tra mobilità e promozione e l’assenza di una gestione unitaria dei dati disponibili. L’overtourism rappresenta un altro nodo aperto. Il fenomeno non incide soltanto sulla qualità dell’esperienza turistica, ma produce effetti sul costo delle abitazioni, sulla composizione sociale dei centri storici e sulla vivibilità urbana. Venezia resta il caso più noto, ma situazioni simili interessano anche altre città europee.
Per il report le priorità dei prossimi anni riguardano quattro ambiti: destagionalizzazione dei flussi, valorizzazione delle destinazioni minori, utilizzo coordinato dei dati e incremento della spesa media per visitatore. L’obiettivo non consiste nell’aumentare soltanto arrivi e presenze, ma nel distribuire i benefici economici su una parte più ampia del territorio nazionale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…

“Tassi, serve prudenza”: l’avviso della Banca d’Italia

“La politica monetaria deve essere bilanciata”. Sono state parole chiare…