0

Russia, 11 anni al vicepresidente di Yabloko. Almeno 55 arresti davanti alla Corte Suprema

Lev Shlosberg condannato per avere definito la guerra “una catastrofe per la Russia”. Il partito pacifista escluso dalle elezioni di settembre denuncia una “campagna di intimidazione”. Intanto Mosca e Kiev intensificano gli attacchi in profondità
martedì, 18 Agosto 2026
2 minuti di lettura

La repressione contro l’opposizione pacifista russa si è inasprita con la condanna a 11 anni e un mese di colonia penale di Lev Shlosberg, vicepresidente di Yabloko, mentre almeno 55 sostenitori del partito sono stati arrestati davanti alla Corte Suprema di Mosca. Il tribunale stava esaminando il ricorso contro l’esclusione di Yabloko dalle elezioni parlamentari di settembre, decisa il 10 agosto dalla stessa Corte Suprema. Il partito si presenta come l’unica forza politica russa apertamente contraria alla guerra in Ucraina. Shlosberg, tra gli esponenti più noti della formazione liberale, è stato riconosciuto colpevole di aver “screditato” le forze armate e diffuso “informazioni false” sull’esercito.

Nel suo intervento conclusivo davanti al tribunale di Pskov aveva respinto le accuse, definito il procedimento politico e ribadito la richiesta di un cessate il fuoco. La guerra, aveva detto, è “una catastrofe per la Russia”. A Mosca, tra gli arrestati davanti alla Corte Suprema, anche l’attore e candidato Viktor Balabanov. Il leader di Yabloko Nikolai Rybakov ha denunciato una “campagna di intimidazione”, mentre il dirigente moscovita Kirill Goncharov ha affermato che i fermati sono stati portati nei commissariati “senza motivo né giustificazione”.

Si intensificano gli attacchi

Sul fronte militare sono proseguiti gli attacchi in profondità da entrambe le parti. La Russia ha colpito nella notte le infrastrutture portuali di Izmail, sul Danubio, e Odessa. Secondo Kiev, una nave civile battente bandiera del Togo è stata danneggiata e quattro persone sono rimaste ferite. Mosca ha rivendicato attacchi contro terminal e depositi utilizzati per carichi militari e droni navali, oltre a una motovedetta, serbatoi di carburante e un centro logistico di Nova Poshta. Naftogaz ha riferito che nell’ultima settimana i propri impianti energetici sono stati attaccati 13 volte, con sospensioni dell’attività e cali della produzione.

Sul territorio russo, le autorità locali hanno denunciato sei morti e quattro feriti, tra cui un quattordicenne, nella regione di Belgorod e altre due vittime negli attacchi con droni su Bryansk e Astrakhan. A Mosca è stato intanto cancellato, quattro giorni prima dell’apertura, il festival delle orchestre militari “Spasskaya Bashnia” sulla Piazza Rossa: era accaduto soltanto nel 2020, durante la pandemia. La decisione segue il maxi attacco ucraino del fine settimana, nel quale, secondo la Difesa russa, sono stati abbattuti 822 droni in 16 regioni e in Crimea, 201 dei quali nei pressi della capitale.

Esplosione a Colleferro

In Italia si allarga l’inchiesta sull’esplosione del 13 agosto nel deposito di munizioni della Knds Ammo Italy a Colleferro. La Procura di Velletri sta valutando possibili collegamenti con esplosioni avvenute in fabbriche bulgare e non esclude la pista di un sabotaggio russo. L’ipotesi di reato resta quella di disastro colposo contro ignoti. Tra gli elementi esaminati vi sarebbe anche l’attività di account automatizzati filorussi che hanno celebrato sui social l’esplosione.

Drone in Lettonia

Sul fianco orientale della Nato resta sotto esame il drone abbattuto il 14 agosto da un caccia italiano sopra la Lettonia orientale. Riga ha confermato che il velivolo proveniva dalla Bielorussia, ma la nazionalità non è stata ancora accertata. I resti, recuperati nel distretto di Balvi, sono in fase di analisi. Il ministro della Difesa Raivis Melnis ha spiegato che il drone, fuori controllo, rappresentava un rischio per la popolazione e avrebbe potuto trasportare esplosivi. Il premier lettone Andris Kulbergs ha intanto chiesto all’Ue 7 miliardi di euro aggiuntivi nel prossimo bilancio pluriennale per compensare l’aumento delle spese militari e le conseguenze economiche della rottura con Mosca ha dichiarato.

Sanzioni

L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha annunciato per l’autunno “la lista più ambiziosa dall’inizio della guerra”, destinata ad aumentare di un terzo il numero delle entità russe sottoposte a misure restrittive. Dal 2022 Bruxelles ha approvato 21 pacchetti di sanzioni, che secondo la Commissione hanno colpito circa 3.000 individui ed entità. Kallas ha inoltre sostenuto che le misure abbiano sottratto alla macchina bellica russa “oltre 1.000 miliardi di euro”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Ukraina – Stranieri amori alle soglie della guerra” di Gabriele Lanci

“Ukraina – Stranieri amori alle soglie della guerra”, edito dall’associazione…
Appello di Leone XIV per l’Ucraina

“Tacciano le armi in Medio Oriente”. Poi il richiamo all’educazione contro i femminicidi

Un appello per la pace in Medio Oriente e un…