0

Energia, giusto tassare gli extraprofitti

giovedì, 16 Aprile 2026
1 minuto di lettura

Una lettera è stata inviata al commissario Ue all’Economia, Wopke Hoekstra, dal nostro ministro al Mef, Giorgetti, e dagli omologhi per la Germania, per la Spagna, per il Portogallo e per l’Austria.

I cinque ministri hanno chiesto un intervento: “per tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche” a livello Ue. E scrivono che “Una soluzione europea rappresenterebbe un segnale per i cittadini dei nostri Stati membri e per l’economia nel suo complesso, dimostrando che siamo uniti e in grado di agire”… Si tratterebbe cioè di “un messaggio chiaro: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte per alleviare il peso sulla collettività”… per “finanziare misure temporanee di sostegno, in particolare per i consumatori, e contenere l’aumento dell’inflazione, senza gravare ulteriormente sui bilanci pubblici”.

Introducendo questa tassa si darebbe, insomma, “un segnale ai cittadini dei nostri Stati membri e all’economia in generale, dimostrando la nostra unità e la nostra capacità di agire”.

Bruxelles però resta cauta sui tempi e si attarda a valutare la situazione. Eppure i tempi, sopratutto per l’Italia, sono stretti. Perché il prossimo 1° maggio scadrà anche lo sconto bis sulle accise deciso dal governo Meloni.

Naturalmente i diretti interessati hanno subito protestato, esprimendo “sorpresa e sconcerto” per l’iniziativa “di tassare eventuali extraprofitti delle società energetiche”. Secondo le aziende petrolifere sarebbe stato, invece, “necessario evitare ulteriori elementi di instabilità in un settore che si sta impegnando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.

Nel frattempo Bruxelles prende tempo e fa sapere che la Commissione sta lavorando “a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure politiche mirate in risposta all’attuale crisi energetica”, facendo però presente che “è importante tenere conto degli insegnamenti” del passato, allorquando fu introdotto un contributo temporaneo di solidarietà sugli extraprofitti che non ebbe i risultati auspicati.

Il problema è che da questo mese di aprile le carenze inizieranno a manifestarsi sensibilmente e c’è il rischio di una impennata dei prezzi in tutto il mondo per accaparrarsi petrolio, innescando una pericolosa rincorsa difficilmente sostenibile. Di fronte a questo gioco al massacro economico il silenzio dell’Unione europea è preoccupante e non pare intravedersi una strategia di reazione.

C’è da dire, oltretutto, che anche la soluzione della tassazione degli extraprofitti risulta essere una misura di emergenza che non risolverà a monte il problema energetico del nostro Paese, che con il nostro governo, proprio per questo chiede di rivedere giustamente la struttura del mercato elettrico che fa dipendere il prezzo dell’elettricità da quello del gas, intervenendo sull’ETS il meccanismo per ridurre le emissioni di gas serra.

Riccardo Pedrizzi

Riccardo Pedrizzi

Presidente Nazionale del CTS dell'UCID

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Fonti rinnovabili: in due anni investimenti su del 24%

L’IEA, l’Agenzia internazionale intergovernativa dell’energia fondata nel 1974 dall’OCSE in…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…