domenica, 5 Luglio, 2020
Società

Il bando Borghi “dimentica” la Sardegna

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Il bando “Borghi e centri storici”, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficialenel mettere a disposizione delle Regioni del Sud ben trenta milioni di euro – di cui venti a valere sul Programma di Azione e Coesione Complementare al Pon Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020 – Asse 1b. e dieci sul Piano operativo “Cultura e Turismo” FSC 2014-2020 – Linea di azione 3.b discriminerebbe la Sardegna.

Possibile?

Visibile sul nel sito del Ministero dei beni culturali ed in quello del Pon Cultura e Sviluppo, l’avviso – che mira a sostenere gli interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei comuni di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – non fa alcuna menzione dell’isola dei nuraghi.

Il bando è destinato al finanziamento di interventi per la promozione dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione attraverso il restauro e il recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali, nonché elementi distintivi di carattere identitario.

L’intervento mira, altresì, a sostenere progetti innovativi di sviluppo turistico, favorendo la crescita socio-economica dei territori interessati, anche al fine di promuovere processi imprenditoriali che accrescano l’occupazione e il richiamo turistico. Una misura, dunque, assolutamente necessaria “per il recupero dell’inestimabile patrimonio storico e architettonico del Paese”, oltre che una “opportuna misura utile a combattere il fenomeno dello spopolamento dei comuni interessati”.

Ci sarebbero tutti gli elementi per gioire di questa chance se non fosse per il piccolo, ma non trascurabile, dettaglio dell’assenza della Sardegna.

Una esclusione giudicata incomprensibile, dal deputato di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda “anche alla luce del fatto che la sua collocazione geografica corrisponde a quelle incluse nell’avviso e che, nell’ambito territoriale sardo, esistono numerosi borghi antichi, anche dalla storia millenaria, come attestato anche dai diversi premi e riconoscimenti internazionali attribuiti ai medesimi”.

Tra le iniziatile ammissibili a finanziamento rientrano il recupero e l’adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico di immobili e/o spazi pubblici; la realizzazione di percorsi ciclabili e/o pedonali per la connessione e la fruizione dei luoghi di interesse turistico-culturale (musei, monumenti, siti Unesco, biblioteche, aree archeologiche e altre attrattive culturali, religiose, artistiche, ecc.); la erogazione dei servizi di informazione e comunicazione per l’accoglienza (info point, visitor center, etc.), volti a favorire la fruizione del patrimonio culturale tangibile e intangibile, anche attraverso tecnologie avanzate e strumenti innovativi (prodotti editoriali e multimediali, portali informativi, pannelli interattivi, audioguide, realtà aumentata, ecc.), la valorizzazione e ampliamento dell’offerta culturale, attraverso la realizzazione di attività e servizi artistici (installazioni, videoproiezioni, digital art, land art, ecc.), in luoghi potenzialmente interessanti sotto il profilo turistico; la realizzazione e promozione di itinerari culturali, tematici, percorsi storici e visite guidate, anche attraverso il restauro e l’apertura al pubblico di siti; la valorizzazione di saperi e tecniche locali (artigianato locale, tecniche costruttive e lavorazioni dei materiali secondo le tradizioni locali, ecc.) anche attraverso attività esperienziali aventi ad oggetto gli elementi simbolici del carattere identitario dei luoghi e, non ultimo, il miglioramento dell’accessibilità e della mobilità nei territori.

Di qui la presentazione di una interrogazione a risposta scritta al Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini per sapere se sia a conoscenza della esclusione e “quali iniziative intenda assumere al fine di includere la regione Sardegna tra quelle indicate nell’elenco o, se del caso, per provvedere uno specifico bando per i comuni inclusi nel predetto ambito territoriale”.

Non ci resta che attendere…

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