giovedì, 22 Ottobre, 2020
Ambiente

Con la banca degli alberi la politica si fa green

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Negli ultimi venti anni sono state avanzate diverse richieste alle banche, tutte volte ad allargare i cordoni della borsa a favore delle famiglie italiane e delle piccole e medie imprese che, com’è noto, rappresentano lo zoccolo duro dell’economia reale italiana.

Ma quella di cui ha parlato recentemente il generale Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, nel corso di una conferenza stampa, è, in tutta onestà, la più sorprendente: la creazione di una Banca per gli alberi.

Avete letto bene. Con orgoglio l’ex dirigente del glorioso Corpo Forestale dello Stato, incorporato della Benemerita, ha annunciato che “stiamo costituendo, primi al mondo, una banca per gli alberi, chiedendo al sistema bancario di finanziare, insieme al Ministero, la piantumazione di alberi in Italia. L’alta finanza deve iniziare a scendere in campo al fianco dei cittadini, lo vuole fare, e abbiamo già costituito un gruppo di lavoro con loro”.

Si tratta di una iniziativa molto importante, in linea con l’accresciuta sensibilità ambientale del nostro Paese. L’azione quotidiana svolta dall’esponente del governo in questa direzione dimostra che politica vuole essere green non solo a parole ma con fatti concreti. È un segnale da cogliere. Fino a qualche tempo fa dichiarazioni del genere sarebbe state accolte quanto con perplessità. E, invece, l’Enciclica “Laudato si’ sulla cura della casa comune” di Papa Francesco, il movimento giovanile legato all’attivista svedese  Greta e poi l’impegno sul campo di Costa e di tante altre persone sensibili stanno dando risultati straordinari.

“I mutamenti climatici ci aggrediscono, ma l’Italia è in prima linea – ha affermato il Ministro –  Siamo anche tra i primi finanziatori del ‘green wall’, il muro verde nell’Africa sub sahariana: 8 mila chilometri di deserto, una muraglia verde che attraverserà venti Paesi, nel cui territorio interverremo insieme alle Nazioni Unite piantando non meno di due miliardi di alberi, per restituire un clima diverso”.

Peraltro nella legge clima è prevista una norma sulla riforestazione comunale: “Oggi ogni Comune può, con i fondi delle aste verdi, che i grandi inquinatori pagano per compensare dal punto di vista ambientale territori e cittadini, piantumare alberi. La riforestazione urbana è legge dello Stato, finanziata dal Ministero dell’Ambiente”.

Costa ha aggiunto che arriverà a breve la firma delle “nuove linee di indirizzo sul verde urbano, che daranno la possibilità ai cittadini, ove i Comuni aderiscano, di partecipare al processo decisionale per la sostituzione degli alberi che vengono rimossi per motivi strutturali o per l’esistenza di una patologia, attraverso dei mini-referendum urbani”.

Infine, un cenno all’importanza della formazione in materia di ambiente: “La Rai è informazione e formazione ambientale – ha spiegato Costa – e sono fiero di annunciare che da settembre la formazione ambientale entrerà nelle nostre scuole. Siamo il primo Paese al mondo a prevederlo, è un orgoglio italiano che voglio reclamare ad alta voce”.

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