giovedì, 5 Dicembre, 2019
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Antispecisti: basta sfruttare gli animali. Corteo a Firenze contro i massacri giornalieri

“lo sfruttamento e l’uccisione di animali, condannati a prigionia e violenza in e in altri luoghi di reclusione”. A dire basta a tutto questo sono i numerosi cittadini, volontari, e attivisti che sono contro lo “specismo” ossia la dominazione dell’uomo su tutte le altre creature. Una dominazione ritenuta intollerabile, disumana e incivile, che porta al massacro quotidiano di animali sottoposti a violenze inaudite e per molti versi intrattabili. La manifestazione si è tenuta a Firenze con gli attivisti che hanno sfilato per le strade del centro storico, un corteo con centinaia di persone provenienti da tutta Italia.

Da piazza Indipendenza il corteo si mosso in via XXVII aprile, piazza San Marco, via Cavour, via de’ Gori per concludersi in piazza San Lorenzo, con una serie di iniziative per chiedere la fine della discriminazione di specie. “Siamo in piazza per testimoniare il nostro dissenso e la nostra resistenza al dominio sugli individui di altre specie affinché lo specismo abbia fine” hanno spiegato i promotori.

“Nel mondo esistono molte discriminazioni”, è stato ricordato durante gli interventi, “basate su ciò che è ‘diverso’, come ad esempio il razzismo, il sessismo e l’omofobia. Lo specismo è una forma di discriminazione e violenza verso chi non appartiene alla nostra specie, quella umana”. “Gli altri animali vengono così visti come oggetti da usare e uccidere per cibo, vestiario, esperimenti, spettacoli, e altro. In una parola vengono considerati schiavi. L’antispecismo rifiuta questa discriminazione, che nessuna motivazione riesce realmente a giustificare”.

Tra gli interventi tenuti in piazza, quelli di Barbara Balsamo, Francesco Cortonesi, Francesco De Giorgio, Alessandro Di Rienzo, Paola Zintu, Barbara Mugnai.

“I principi base del credo antispecista”, si legge nel manifesto del Movimento Antispecista, “sono: non uccidere, far soffrire o discriminare esseri senzienti; non utilizzare risorse derivanti dallo sfruttamento di esseri senzienti.

Mentre è dovere di un sostenitore della tesi antispecista è quello “di impegnarsi nel quotidiano contro ogni tipo di ingiustizia e di prevaricazione nei confronti dei più deboli o svantaggiati, siano essi Umani o Animali. Le attenzioni verso gli Umani, verso l’ambiente e la Terra sono da considerarsi parte integrante della lotta per la liberazione degli Animali, e viceversa”.

L’obiettivo primario dell’antispecismo, così come anche ribadito bella manifestazione di Firenze, “deve essere quello di porre fine non solo ad ogni forma di violenza istituzionalizzata nei confronti della vita animale, si pensi a quello che avviene nei settori del vestiario”, dicono gli attivisti, “dell’alimentazione, della sperimentazione, dello spettacolo, della caccia ‘sportiva’ anche e prima di tutto all’idea di poter disporre degli animali non umani per pratiche tutt’altro che necessarie: abbandonare l’idea che essi siano cioè delle ‘cose’ concezione frutto di quel paradigma di sfruttamento millenario e dominio sul mondo animale da parte dell’uomo che è lo specismo”.

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