mercoledì, 1 Dicembre, 2021
Lavoro

Ammortizzatori sociali, appello al Governo. Confesercenti: dal 10 ottobre 100 mila imprese senza aiuti

Ammortizzatori sociali, Confesercenti lancia l’appello al Governo.
“Bisogna urgentemente prorogare gli ammortizzatori sociali introdotti per fronteggiare l’emergenza Covid”, scrive la Confederazione. “senza un prolungamento dei sostegni, rischiano di rimanere ‘scoperti’ i
lavoratori di oltre 100mila imprese del terziario e del turismo, che hanno ancora bisogno di accedere a cassa integrazione in deroga e fondo di integrazione salariale per mantenere i livelli occupazionali”.

Subito la proroga La preoccupazione della Confesercenti è legata alla difficile situazione che vivono le imprese nel risalire la china. Nella lettera al ministro del Lavoro Andrea Orlando, la Confederazione chiede
una proroga urgente di Cigd e Fis per commercio e turismo. “Settori che”, scrive l’associazione al ministro, “non sono ancora fuori dalla crisi: la ripresa è ancora lenta, e in alcuni comparti – dalle agenzie
di viaggio ai tour operator, dagli alberghi delle città d’arte alle attività commerciali nei centri storici – la ripartenza non è ancora avvenuta”.

Servono nuove risorse “Gli ammortizzatori con causale Covid-19 hanno consentito dall’inizio della situazione di emergenza la tenuta dell’occupazione. Chiediamo”, sollecita la Confederazione, “che vengano
conseguentemente assicurate ulteriori risorse per la proroga delle misure di sostegno in favore delle imprese e dei lavoratori e al finanziamento almeno fino al mese di dicembre 2021”.

Dal 10 finiti gli aiuti Per molte imprese che hanno usato con continuità gli ammortizzatori ammortizzatori sociali Covid, questi termineranno la prossima settimana. “Il provvedimento di proroga, quindi, è quanto mai urgente”, fa presente la Confesercenti, “soprattutto per le imprese che dal 10 di ottobre non potranno accedere agli ammortizzatori Covid 19 e che rischiano, in non pochi casi, la cessazione dell’attività con
evidenti gravi conseguenze anche sul piano occupazionale”.

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