Rafforzare l’efficacia dei controlli attraverso l’incrocio delle banche dati e l’utilizzo di specifici indicatori di rischio. È la strategia indicata da Antonio Pone, Direttore centrale INPS Entrate e Presidente della Cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità presso l’Istituto, intervenuto alla tavola rotonda della CISL sui dieci anni della legge contro il caporalato.
Pone ha ricordato l’attività straordinaria realizzata dall’Istituto nel luglio 2026 nel settore agricolo, attraverso una task force coordinata centralmente, con il coinvolgimento delle Direzioni regionali e il supporto operativo dell’Arma dei Carabinieri. Gli accessi, concentrati in alcune aree del Mezzogiorno, sono stati orientati attraverso l’analisi integrata delle banche dati INPS. «L’esperienza conferma il valore di una programmazione mirata, capace di concentrare le risorse disponibili sui contesti maggiormente esposti a possibili irregolarità», ha sottolineato Pone.
Agricoltura, Pone (INPS): oltre 13mila aziende nella Rete del lavoro agricolo di qualità
Roma, 15 ott. – Sono 13.136 le aziende ammesse alla Rete del lavoro agricolo di qualità al 30 settembre 2026. Lo ha reso noto Antonio Pone, Direttore centrale Entrate dell’INPS e Presidente della Cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità presso l’Istituto, nel corso della tavola rotonda della CISL dedicata al contrasto al caporalato.
La Rete, istituita presso l’INPS, rappresenta «uno strumento pubblico di qualificazione e trasparenza» che può contribuire a valorizzare le imprese regolari e sostenere modelli produttivi fondati sulla legalità e sulla responsabilità sociale. Secondo Pone, può inoltre rappresentare «un fattore di competitività per le imprese virtuose e un elemento qualificante delle filiere agroalimentari del Made in Italy».
Le ultime rilevazioni mostrano un incremento delle domande di adesione, anche grazie ai meccanismi di premialità legati ai finanziamenti previsti da bandi nazionali e regionali.





