L’Italia resta la meta preferita per le vacanze estive, ma un italiano su quattro non è partito e quattro su dieci non hanno superato i due o tre giorni di villeggiatura. È quanto emerge dai dati presentati da Confturismo Confcommercio durante un convegno sui nuovi modelli di viaggio al TTG di Rimini. Il 65% degli italiani ha trascorso le ferie esclusivamente nel Paese, il 23% ha alternato destinazioni nazionali ed estere, mentre il 18% ha scelto soltanto l’estero. Tra chi è partito, il mare si conferma la destinazione più frequentata, con il 70% dei viaggiatori che vi ha trascorso almeno una vacanza. Seguono la montagna, scelta dal 30%, le grandi città e quelle d’arte, visitate da quasi un italiano su tre, e i viaggi itineranti, che hanno interessato il 13%. La durata dei soggiorni evidenzia differenze significative. Un italiano su quattro ha rinunciato completamente alle vacanze, mentre un ulteriore 16% si è concesso al massimo tre pernottamenti. Complessivamente, il 40% non ha quindi superato i due o tre giorni di villeggiatura. All’estremo opposto, il 45% ha effettuato più periodi di vacanza separati. Per il 56% dei viaggiatori, il soggiorno principale è durato almeno sei giorni.
Agosto resta il mese preferito, scelto dal 45%, seguito da luglio con il 23%, giugno con il 17% e settembre con il 15%.
Cancellazioni e partenze all’ultimo minuto
La distanza tra programmi e vacanze effettivamente realizzate resta marcata. Il 22% degli italiani ha cancellato almeno un viaggio già previsto, mentre il 18% ne ha organizzato almeno uno all’ultimo momento. Settembre è stato il mese più incerto: le rinunce hanno raggiunto il 50% delle vacanze inizialmente programmate, ma quasi quattro vacanzieri su dieci hanno scelto una partenza last minute. Sul fronte dell’ospitalità, il 69% dei viaggiatori ha trascorso almeno una notte in alberghi o bed and breakfast, il 31% ha utilizzato seconde case oppure ha soggiornato presso amici e parenti, mentre il 25% ha scelto abitazioni in affitto.
I 2.600 campeggi e villaggi turistici italiani hanno registrato un aumento delle presenze del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. A beneficiare maggiormente della stagione è stata la montagna, anche per effetto delle temperature elevate, con una crescita del 3,4% dei turisti stranieri e dell’1,2% di quelli italiani. Stabili, invece, le località balneari.
Cultura, natura e benessere tra le attività preferite
Le esperienze culturali e la scoperta dei territori hanno coinvolto l’89% dei viaggiatori. Il 60% degli italiani in vacanza ha letto almeno un libro, il 54% ha effettuato escursioni nella natura e il 24% ha partecipato ad almeno un percorso dedicato al benessere. Il 42% ha modificato il programma delle attività una volta raggiunta la destinazione. Chi aveva pianificato nel dettaglio le esperienze è riuscito a fare più di quanto previsto, mentre chi non aveva organizzato le giornate ha realizzato meno attività rispetto ai propri desideri.
La prenotazione anticipata si conferma importante soprattutto nelle destinazioni caratterizzate da flussi turistici elevati. Il 44% dei viaggiatori ha dovuto prenotare obbligatoriamente esperienze o attività, mentre il 19% non ha potuto accedere ad almeno un’attrazione a causa del sovraffollamento. Il fenomeno ha interessato soprattutto i soggiorni all’estero.
Anche il rispetto del budget ha rappresentato una difficoltà: il 32% ha speso più di quanto preventivato, contro appena il 9% che è riuscito a contenere le uscite al di sotto delle previsioni.
Le vacanze sono sempre più frammentate
«Il turismo sta cambiando pelle: le vacanze sono sempre più frammentate e destagionalizzate, con viaggiatori alla ricerca di esperienze personalizzate, dal turismo sostenibile al cicloturismo», ha dichiarato Manfred Pinzger, Presidente di Confturismo Confcommercio.
Per Pinzger questa trasformazione rappresenta sia un’opportunità per l’Italia sia una sfida per le imprese del settore. «Come sistema di rappresentanza, abbiamo il compito di accompagnarle in questo cambiamento, investendo sulla qualità dell’offerta e favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici durante tutto l’anno», ha concluso.





