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Pubblica amministrazione, il Pnrr accelera le riforme: concorsi più rapidi e servizi digitali in crescita

mercoledì, 14 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha cambiato il modo di lavorare della Pubblica amministrazione italiana, con procedure più rapide, obiettivi misurabili e maggiore attenzione ai risultati. Restano però profonde differenze territoriali e sociali nell’accesso ai servizi. È il quadro della Relazione annuale sui servizi pubblici 2026 del Cnel, presentata a Villa Lubin e indirizzata al Parlamento e al Governo. Le riforme avviate dal 2021 hanno modificato le regole di reclutamento, formazione e programmazione del personale, mentre circa 115 miliardi di euro di investimenti del Piano sono stati localizzati nelle Regioni.

«Il Pnrr è stato un grande stress test, per l’amministrazione e per la politica. L’amministrazione lo ha retto, imparando a lavorare per obiettivi, a rispettare le scadenze, a misurare i risultati e a renderne conto», ha dichiarato il Presidente del Cnel Renato Brunetta. Per l’ex Ministro il metodo introdotto dal Piano deve diventare ordinario anche dopo la conclusione degli interventi. La consigliera Marcella Mallen, coordinatrice generale della Relazione, ha richiamato invece la necessità di valutare l’impatto concreto dei servizi sul benessere di cittadini e imprese, oltre alla quantità di risorse impiegate.

Concorsi più veloci

Tra i risultati più significativi figura la riduzione dei tempi dei concorsi pubblici, passati da circa due anni a 180 giorni. Nel 2025 il portale inPA ha raggiunto 2,7 milioni di utenti registrati, oltre la metà con meno di quarant’anni, e circa 204mila posti messi a bando. La piattaforma Syllabus conta 1.094.858 dipendenti iscritti, pari al 32,9% del personale pubblico, e 7.482 amministrazioni aderenti. Crescono anche i partecipanti alle attività della Scuola nazionale dell’amministrazione, saliti a 40.879 nel 2025. Nello stesso anno sono state semplificate 59 procedure in undici settori, mentre prosegue la diffusione di App IO, pagoPA, Spid e Carta d’identità elettronica. Restano carenze nelle competenze digitali e nella disponibilità di specialisti informatici.

Sanità e lavoro

Nel 2024 circa 1,7 milioni di persone hanno ricevuto assistenza domiciliare integrata, con una crescita media annua del 12,5% dal 2019. La copertura ha raggiunto il 9,4% degli ultrasessantaquattrenni, vicino all’obiettivo Pnrr del 10%. Persistono tuttavia differenze regionali, una minore intensità delle cure e carenze di personale infermieristico. I medici di medicina generale sono diminuiti del 17,3% rispetto a dieci anni prima. Secondo i dati Istat 2025 il 48,2% delle famiglie segnala difficoltà nel raggiungere il pronto soccorso, una percentuale che sale al 72,8% nei piccoli Comuni. Sul fronte occupazionale, il programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori ha raggiunto 3.076.507 beneficiari al 31 dicembre 2025, superando il target europeo di tre milioni. Gli organici dei Centri per l’impiego sono aumentati del 25%.

Investimenti e divari territoriali

Gli investimenti Pnrr localizzati nelle Regioni e nelle Province autonome ammontano a circa 115 miliardi, che salgono a 145 considerando le altre fonti di finanziamento. Il Mezzogiorno mostra in diversi ambiti una significativa capacità di esecuzione, mentre le difficoltà maggiori riguardano i piccoli Comuni e le aree fragili. Per completare entro il 2030 la rete nazionale delle Case della Comunità mancherebbero 297 strutture, con un fabbisogno di circa 1,1 miliardi. Oltre l’80% delle risorse aggiuntive riguarda Lombardia, Lazio, Campania e Puglia.

Resta distante anche l’obiettivo europeo sugli alloggi universitari: per raggiungere una copertura del 18% degli iscritti servirebbero altri 235.887 posti e investimenti stimati in 4,7 miliardi. Intanto l’abbandono scolastico precoce è sceso all’8,2%, dal 14,7% del 2015, mentre gli iscritti alle università hanno raggiunto il massimo storico di 2,05 milioni.

Trasporti, ambiente e patrimonio abitativo

Il Pnrr finanzia 3.525 nuovi autobus per il trasporto pubblico locale, pari al 24% del parco circolante del 2020. I mezzi elettrici sono aumentati del 497% a livello nazionale e di oltre il 1.000% nel Mezzogiorno. La dotazione ferroviaria, tra alta velocità e linee convenzionali, supera la media europea. Sul versante ambientale nel 2024 la raccolta differenziata ha raggiunto il 67,7%, ma la quota effettivamente avviata a riutilizzo e riciclaggio si ferma al 52,3%. Nelle città con oltre 200mila abitanti la differenziata è al 50,7%.

Critica anche la situazione dell’edilizia residenziale pubblica, che rappresenta appena il 2,7% del patrimonio abitativo nazionale, contro il 17% della Francia e il 29% dei Paesi Bassi. Sono 60.730 gli alloggi non assegnabili, poco meno del 9% del totale, prevalentemente per la necessità di interventi di manutenzione straordinaria.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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