«La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trova il suo fondamento nei principi della Costituzione. Da essi discende un dovere concreto: intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti». È il richiamo fatto ieri da Sergio Mattarella all’interno del messaggio inviato al Presidente dell’Anmil, Amedeo Bozzer, in occasione della 76esima ‘Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro’, le cui celebrazioni nazionali si sono svolte a Longarone, in provincia di Belluno. Il Capo dello Stato ha posto al centro la necessità di proteggere la vita e la dignità dei lavoratori attraverso «una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione capaci di ottimizzare, a questo scopo, i cambiamenti tecnologici e organizzativi del lavoro».
Mattarella ha richiamato inoltre il significato della scelta di Longarone, luogo segnato dalla tragedia del Vajont del 9 ottobre 1963, nella quale persero la vita 1.917 persone, tra cui decine di operai e tecnici impiegati nella diga e nelle centrali idroelettriche limitrofe e 487 bambini e ragazzi: «La scelta di Longarone richiama uno dei più gravi disastri ambientali avvenuti nel nostro Paese e suona monito di quanto sia necessario porre la vita e la dignità di ciascuna persona al centro di ogni scelta, a partire da quelle collettive e da quelle che caratterizzano i contesti di produzione e di lavoro», le parole del Presidente della Repubblica.
“Anmil vero e proprio agente della Costituzione”
Nel messaggio Mattarella ha espresso apprezzamento per l’attività dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, impegnata nell’assistenza agli infortunati, ai superstiti e alle loro famiglie: «Il ruolo dell’Anmil, libera associazione diretta a sostenere con le sue attività, anche di rappresentanza, gli infortunati, i superstiti e le loro famiglie, è prezioso», ha aggiunto il Presidente che ha riconosciuto all’Associazione un ruolo che comprende la tutela dei diritti, il sostegno alle persone e i percorsi di inclusione e reinserimento sociale e lavorativo dopo un infortunio: «In questo senso Anmil opera come vero e proprio agente della Costituzione».
Il messaggio si è concluso con un pensiero rivolto alle vittime e ai familiari e con un appello alle istituzioni e alle forze sociali «a una responsabilità non eludibile: fare della prevenzione un’attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge».
I dati Inail e le richieste dell’Anmil
La ‘Giornata nazionale’, promossa dall’Anmil e celebrata attraverso le 106 sedi provinciali dell’Associazione, ha riportato l’attenzione anche sui numeri degli incidenti e delle malattie professionali. Secondo i dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026, le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono state circa 404.809, con un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le denunce di infortunio con esito mortale registrano una crescita del 2,9%, mentre quelle relative alle malattie professionali raggiungono quota 74.542, in aumento del 16,3%. L’Anmil ha segnalato inoltre 701 lavoratori deceduti da gennaio.
Bozzer ha rinnovato la richiesta di introdurre nell’ordinamento italiano il reato autonomo di omicidio sul lavoro, previsto dalla proposta di legge C. 2849, presentata alla Camera il 19 marzo 2026 e all’esame della Commissione Giustizia.
Tra le richieste figura anche l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, con l’obiettivo di uniformare le indagini e superare la frammentazione territoriale: «Non si tratta di giustizialismo, bensì di inaugurare una nuova era di giustizia sociale che merita basi solide volte a ritrovare la perduta fiducia nella capacità dello Stato di tutelare la sicurezza dei lavoratori», ha aggiunto Bozzer.
Fontana e Brunetta
In occasione della ricorrenza è intervenuto anche il Presidente della Camera Lorenzo Fontana che ha rivolto un pensiero alle vittime e ai loro familiari: «La sicurezza dei lavoratori è fondamentale e va tutelata ogni giorno con controlli capillari, formazione e una diffusa cultura della prevenzione». Per Fontana inoltre ogni morte sul lavoro rappresenta una tragedia per l’intera comunità. Il Presidente del Cnel Renato Brunetta ha proposto invece «un nuovo patto sociale tra istituzioni, imprese, sindacati, famiglie e volontariato» e ha parlato dell’importanza dell’accordo con l’Inail, grazie al quale ogni denuncia di infortunio o malattia professionale riporta il codice unico del contratto collettivo applicato al lavoratore. Il sistema permette di collegare gli eventi lesivi alle discipline contrattuali e di elaborare indicatori di rischio per settore.
Brunetta ha ricordato anche la proposta del Cnel, fatta propria dal Parlamento e dalla Commissione europea, di dedicare l’8 agosto alla memoria delle vittime del lavoro, nel ricordo della tragedia di Marcinelle del 1956, costata la vita a 262 minatori, 136 dei quali italiani.





