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Droni militari ucraini

Ucraina, l’Europa accelera sui droni: 6,1 miliardi per la difesa di Kiev

Continuano gli attacchi russi su Kiev e quelli ucraini in profondità sul territorio russo. Londra condivide i progetti dello Storm Shadow per accelerarne la produzione in Ucraina.
sabato, 12 Settembre 2026
2 minuti di lettura

«Compiuto il primo passo, direi storico, per l’integrazione della difesa europea e ucraina sul fronte dei droni». Lo ha dichiarato Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, in occasione della prima riunione del consiglio di amministrazione dell’Alleanza Ue-Ucraina sui droni. L’obiettivo è rafforzare rapidamente la capacità produttiva europea e avvicinarla a quella russa. Mosca, secondo le stime citate da Kubilius, produce attualmente circa 10 milioni di droni FPV all’anno, mentre la produzione dell’Unione europea si ferma a circa 1,5 milioni di pezzi. Il nuovo board riunisce 18 membri fondatori, nove europei e nove ucraini, tra produttori, innovatori, start-up e scale-up. L’intenzione è favorire joint venture e collaborazioni industriali tra aziende europee e ucraine, con la realizzazione di progetti di difesa basati sui droni. La strategia prevede inoltre la creazione di linee produttive capaci di mantenere la prontezza operativa anche nei periodi di relativa calma e di aumentare rapidamente la produzione, nel giro di poche settimane, in caso di escalation. L’iniziativa rappresenta il primo passo concreto verso l’«accordo sui droni con l’Ucraina» annunciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Da Bruxelles 6,1 miliardi per droni e missili

Sul fronte del sostegno militare, la Commissione europea ha approvato ufficialmente uno stanziamento di 6,1 miliardi di euro destinato a droni e missili per la difesa aerea dell’Ucraina. «Si tratta davvero di un passo avanti molto importante», ha sottolineato Kubilius, spiegando che la decisione è stata raggiunta dopo un intenso lavoro con gli Stati membri e con Kiev. Le risorse consentiranno, tra l’altro, l’acquisto di missili PAC-3 per i sistemi Patriot finanziati nell’ambito del prestito dell’Unione europea.

Raid russi su Kiev

Intanto la guerra continua a colpire la popolazione civile. Due persone sono state uccise e altre nove sono rimaste ferite in un raid aereo russo che ha colpito una stazione di servizio nella capitale ucraina. Negli ultimi giorni sono stati diversi gli attacchi contro distributori di benzina a Kiev. Un edificio residenziale di nove piani nel quartiere di Dniprovskyi è stato inoltre colpito, provocando almeno otto feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che le stazioni di servizio sarebbero state prese di mira deliberatamente dalle forze russe. Il direttore dell’azienda energetica coinvolta negli attacchi ha accusato Mosca di voler colpire direttamente la popolazione: «Questi attacchi non hanno alcun obiettivo militare. Si tratta di terrorizzare la popolazione civile».

Kiev rivendica nuovi attacchi

Parallelamente, l’Ucraina continua a intensificare gli attacchi a lungo raggio contro obiettivi sul territorio russo. «Buoni risultati dai nostri attacchi a lungo raggio volti a ridurre la capacità della Russia di condurre la guerra», ha scritto Zelensky sui social media. Secondo il presidente ucraino, sono state colpite un’azienda e un impianto dell’industria petrolifera nelle regioni russe di Saratov e Volgograd. Kiev ha inoltre riferito di operazioni nel Mar Nero e di attacchi contro obiettivi nelle regioni di Daghestan, Udmurtia, Tula, Nižnij Novgorod, Perm e Samara. «Grazie a tutti» ha aggiunto Zelensky, «coloro che stanno rafforzando l’Ucraina affinché in Russia non rimangano più rifugi sicuri per chi sostiene la guerra». Anche in Russia si registrano vittime. Due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in attacchi con droni nella regione di Tula.

Londra accelera sullo Storm Shadow

Il sostegno occidentale a Kiev si rafforza anche sul fronte dei missili a lungo raggio. Il Regno Unito ha autorizzato la condivisione dei progetti riservati del missile Storm Shadow, con l’obiettivo di consentire a Francia e Ucraina di accelerare la produzione dell’arma direttamente in territorio ucraino. La decisione si inserisce nella più ampia strategia della coalizione internazionale per aumentare la capacità industriale e militare di Kiev e rendere l’Ucraina maggiormente autonoma nella produzione degli armamenti necessari alla guerra. Il presidente francese ha inoltre annunciato che le esercitazioni della «forza multinazionale per l’Ucraina», si terranno nei mesi di ottobre e novembre. Da Palazzo Chigi, tuttavia, è arrivata una precisazione: l’Italia non parteciperà alle esercitazioni.

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