0

Agli studenti: si cresce con il sacrificio

mercoledì, 9 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Per l’anno accademico 2026/2027 in Italia saranno tra i 324.000 e i 330.000 i nuovi iscritti all’università. Per chiunque di loro resta il sogno agognato, il ponte di lancio verso la vita adulta che conta. Ma tra il primo giorno di lezione e il giorno della laurea, quel ponte è lungo, il rischio di non farcela morde tutti e non mancheranno i tentativi di prendere scorciatoie. Ecco perché serviranno nervi saldi. E vale la pena soffermarsi su un dettaglio: la fragilità con cui molti giovani reagiscono davanti a un ostacolo minimo.

Ragazzi capaci, brillanti, che di fronte a un primo vero contrattempo, un esame andato male, un rifiuto, una battuta d’arresto, vivono un crollo sproporzionato rispetto all’evento. Il motivo non sta in una debolezza di carattere, ma in un’architettura dell’esperienza che è cambiata radicalmente rispetto a quella delle generazioni precedenti. Viviamo un tempo che rende quasi il tutto possibile con una rapidità che la tecnologia ha reso disponibile. Visibilità, consenso, identità pubblica un tempo richiedevano anni. Il problema è che molti di questi traguardi sono frivoli e instabili: nascono senza attrito, senza quella resistenza nella realtà che costringe a rivedere un progetto, a correggerlo, a misurarsi con un limite. E nella mia esperienza di medico ciò che nasce senza attrito, tende anche a dissolversi senza lasciare traccia.

Il valore biologico della fatica

Il sacrificio non è un valore nostalgico da rimpiangere. È un meccanismo biologico e psicologico preciso. Ogni volta che un obiettivo viene raggiunto attraverso la fatica, nel tempo richiesto e l’errore corretto, si struttura qualcosa che va oltre il risultato stesso: si forma una competenza, si consolida una tolleranza alla frustrazione, si costruisce quella che potremmo chiamare una postura interiore capace di reggere agli urti successivi. È lo stesso principio che osserviamo in medicina e in biologia quando un tessuto si rafforza rispondendo a uno stress controllato.

I giovani di oggi non sono meno capaci delle generazioni precedenti. Sono, semmai, meno allenati a un tipo particolare di esperienza: quella del desiderio differito, dell’obiettivo che si allontana prima di avvicinarsi, del tempo lungo in cui nulla sembra accadere e invece, silenziosamente, tutto si sta costruendo. Una società che offre scorciatoie continue al riconoscimento, al piacere, persino all’apparenza della realizzazione, priva le nuove generazioni di questo allenamento, e con esso di una parte essenziale della crescita.

Un antidoto alla fragilità

Si tratta di riproporre un’etica del sacrificio e di restituire ai giovani la consapevolezza che esiste una differenza qualitativa e quantitativa, tra un traguardo conquistato e un traguardo ottenuto per scorciatoia che lascia una struttura interiore che resiste al tempo e agli insuccessi futuri. Il tema non è solo culturale ma anche clinico. L’incapacità di tollerare la frustrazione, quando non viene mai esercitata, si traduce in ansia, in fragilità dell’umore, in una ricerca compulsiva di conferme immediate. Non è un caso che il disagio psicologico tra adolescenti e giovani adulti sia in crescita proprio negli anni in cui la gratificazione istantanea è diventata possibile. Il sacrificio, in questo senso, diventa un fattore di protezione della salute mentale.

Come medico, credo che il compito di chi ha responsabilità educative come genitori, insegnanti, la stessa società intera, non sia proteggere i ragazzi dalla fatica, bensì restituire alla fatica la dignità e il significato che merita. Il sacrificio è formativo e nessuna crescita vera nasce senza di esso. Nel seme del sacrificio, nel tempo fisiologicamente richiesto per dare il fiore e non nella rapidità del risultato, si trova ancora oggi, come sempre lo è stato, la radice vera della maturità umana, condizione sana per affrontare qualsiasi sfida della vita.

«Auguri a tutte le nuove matricole.»

Antonio Cisternino

Antonio Cisternino

Medico-Chirurgo
Responsabile nazionale Sanità UDC

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Fonti rinnovabili: in due anni investimenti su del 24%

L’IEA, l’Agenzia internazionale intergovernativa dell’energia fondata nel 1974 dall’OCSE in…

“World Wine Pro” alla ricerca di giovani talenti in ambito Sales

Dopo la 24ORE Business School di Milano e la Scuola…