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Leone XIV a Metz: “Attenti all’illusione del riarmo, l’Europa scelga la pace”

Leone XIV a Metz: “Attenti all’illusione del riarmo, l’Europa scelga la pace”

Nell’ultima tappa del viaggio in Francia il Papa richiama diritto internazionale e multilateralismo. Macron: “Ritrovare il coraggio dei fondatori, no ai nazionalismi”
martedì, 29 Settembre 2026
2 minuti di lettura

“Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”. Leone XIV ha scelto Metz, ultima tappa del viaggio in Francia, per richiamare l’Europa alla ricerca della pace e mettere in discussione la corsa all’aumento delle spese militari. Al Centro Robert Schuman, alla presenza del Presidente francese Emmanuel Macron, il Pontefice ha indicato nel diritto internazionale e nel multilateralismo “il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto”. Macron ha rilanciato il ruolo dell’Unione: “L’Europa deve ritrovare il coraggio dei suoi fondatori per diventare la potenza di pace, indipendenza e democrazia che è chiamata a essere”.

Prevost ha distinto la ricerca della pace da un “ingenuo irenismo” e ha richiamato le parole di Robert Schuman, secondo il quale “la pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano”. Il Santo Padre ha però messo in guardia dalle risposte affidate alle armi: “Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui”.

Da qui la domanda posta dal Pontefice: capire se il mondo compia realmente “sforzi creativi” per promuovere la pace oppure cerchi soltanto di “arginare l’emorragia della guerra” e di prepararsi meglio ai conflitti che presume debbano ancora arrivare.

“Diritto internazionale antidoto al dominio”

Il secondo richiamo ha riguardato i rapporti tra gli Stati. Il Vescovo di Roma ha affidato al diritto internazionale e al multilateralismo il compito di contrastare la volontà di dominio: “Oggi, le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare”, ha affermato. Il Papa ha denunciato il disprezzo per il valore della parola data e il ricorso alla menzogna e all’inganno.

All’Europa ha riconosciuto la possibilità di interrompere questa spirale grazie al rispetto per l’altro maturato negli ultimi ottant’anni. Il continente, secondo Leone XIV, ha dimostrato che opinioni, rivendicazioni e interessi differenti possono trovare spazio attraverso l’incontro anziché lo scontro.

“No al ritorno dei nazionalismi”

Macron ha raccolto il richiamo al progetto europeo e ha chiesto all’Unione di recuperare lo spirito dei suoi fondatori. Per il Presidente francese l’Europa deve trovare “il coraggio di non cedere alla chiusura, all’odio verso l’altro, al ritorno dei nazionalismi che dividono. Qui batte il cuore millenario dell’Europa, un’Europa che protegge, unisce e agisce. Un’Europa sovrana e democratica, animata da questo progetto di pace e prosperità”, ha affermato Macron, che ha citato Schuman, Adenauer e De Gasperi.

Leone XIV ha legato la storia del continente anche alle sue radici religiose: “Non si può parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo”.

Il Pontefice ha respinto ogni uso della religione per giustificare violenza e oppressione: “Invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome”. Per il Papa, nulla di ciò che colpisce la dignità umana può rivendicare un’autentica ispirazione divina.

Da qui l’invito alle religioni a “disarmare i cuori e le parole” e a mettere al centro la protezione della vita, con una presenza accanto alle persone vulnerabili e fragili. Il Pontefice ha affidato alle tradizioni religiose anche il compito di offrire punti di riferimento ai giovani nel rispetto della dignità di ogni persona.

Il dialogo come strada per la pace

Nel corso dell’incontro interreligioso il Papa ha ricordato Metz come “città di frontiere e di passaggi” e Robert Schuman come l’uomo capace di trasformare “le vecchie linee di frattura in ponti di speranza per tutta l’Europa. Al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace”, ha sottolineato Leone XIV.

Il dialogo, ha aggiunto, non riduce l’identità, ma permette di esprimerla attraverso l’apertura alla diversità dell’altro. Il Pontefice ha richiamato Papa Francesco e Giovanni Paolo II e ha indicato nell’incontro una strada opposta all’aggressività e alla violenza.

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