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Suicidio, cresce il disagio tra i giovani: oltre la metà delle richieste arriva dagli under 35

Nei primi sei mesi del 2026 Telefono Amico Italia ha raccolto più di 4.200 segnalazioni, il 24% in più rispetto a un anno fa. Dal 1° settembre il servizio è attivo anche di notte, 24 ore su 24
mercoledì, 9 Settembre 2026
3 minuti di lettura

Oltre 4.200 richieste di aiuto nei primi sei mesi del 2026, il 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Più della metà, il 53%, arriva da persone con meno di 35 anni. Sono i terribili numeri raccolti da Telefono Amico Italia tra chi ha cercato sostegno per pensieri legati al suicidio o per la preoccupazione verso una persona cara. Un quadro che conferma una tendenza già emersa nel 2025, quando i contatti relativi al suicidio avevano superato quota 7.500, con un aumento dell’8% sull’anno precedente.

Parlare per prevenire

Per Cristina Rigon, Presidente di Telefono Amico Italia, la crescita ha anche una seconda lettura: indica che più persone scelgono di rompere il silenzio e cercare sostegno. «Parlarne è infatti il primo modo di prevenire», spiega, richiamando la necessità di «azioni strutturate e coordinate che coinvolgano tutto il Paese».

Under 35, oltre la metà delle richieste

Il telefono resta il canale più utilizzato e concentra il 77% dei contatti. Il 13% passa dall’email e il 10% da WhatsApp. Le donne rappresentano il 55% del totale, ma la distribuzione cambia a seconda dello strumento: nelle chiamate lo scarto tra uomini e donne è minimo, mentre la componente femminile sale al 70% su WhatsApp e al 67,5% nelle email.

L’età è ciò che preoccupa

Il dato che preoccupa maggiormente riguarda però l’età. Le fasce che si rivolgono più spesso all’organizzazione per problemi legati al suicidio sono quelle tra i 19 e i 25 anni e tra i 26 e i 35. Tra le telefonate, i 19-25enni costituiscono il 20,5% e i 26-35enni il 19%.

Su WhatsApp le percentuali raggiungono rispettivamente il 30% e il 20%. Nelle email, il 25% delle richieste proviene dalla fascia 26-35 anni e il 17,5% da quella 19-25.

Un aumento di sofferenza tra i giovani

«Negli ultimi 5 anni stiamo assistendo, tra i giovani, a un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità», le parole di Michela Gatta, Direttrice dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova.

Ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria e tentativi di suicidio compaiono con sempre maggiore frequenza tra le cause di urgenza ed emergenza nei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Questa estate, aggiunge Gatta, metà dei ragazzi e delle ragazze ricoverati nel reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Padova presentava ideazione anticonservativa e/o gesti suicidari.

Solitudine, social e pressione sui ragazzi

Tra i fattori che incidono sul malessere dei più giovani Gatta indica isolamento, solitudine, conflitti familiari, fragilità emotiva, esperienze traumatiche, ansia e depressione. A questi si aggiungono pressione performativa, bullismo, cyberbullismo e uso disfunzionale dei social. Un ulteriore problema riguarda la difficoltà nel chiedere aiuto in modo diretto. Molti ragazzi, osserva la neuropsichiatra, parlano prima online che con un adulto. Se famiglia, scuola e altre figure di riferimento non riescono a riconoscere i segnali, l’intervento può arrivare più tardi.

Calo del rendimento, irritabilità o tristezza persistenti, insonnia, perdita di interessi, ritiro sociale, autolesioni, abuso di alcol o sostanze e riferimenti alla morte sono alcuni dei segnali ai quali prestare attenzione. «Il punto chiave è prendere sul serio ogni cambiamento improvviso, anche quando il ragazzo o la ragazza minimizzano», avverte Gatta.

L’ascolto diventa attivo anche di notte

Un’altra area critica riguarda le ore notturne. Dal 1° settembre 2026 Telefono Amico Italia ha esteso il servizio telefonico alle 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno. La decisione segue una fase sperimentale nella quale, in sei mesi, sono state registrate 345 chiamate notturne relative al suicidio. «È un grande traguardo poterci essere sempre», afferma Rigon. «Da oggi chiunque viva un momento di crisi, anche nel cuore della notte, potrà trovare un volontario pronto ad ascoltarlo». L’ampliamento è stato possibile anche grazie alla campagna di raccolta fondi «Una luce nella notte».

Insonnia e disagio psicologico

Secondo Maurizio Pompili, Professore ordinario di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma e direttore dell’Unità operativa complessa di Psichiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma, l’insonnia è spesso associata al disagio psicologico e a un aumento del rischio suicidario, senza che questo implichi un rapporto causale diretto.

Nelle ore notturne la sofferenza può apparire più intensa. Le attività e gli stimoli della giornata vengono meno, mentre solitudine e pensieri possono acquisire maggiore peso. «Poter chiedere aiuto e trovare un sostegno adeguato può fare la differenza nella prevenzione del suicidio», osserva Pompili. Per adolescenti e giovani si aggiunge il tema dell’iperconnessione. L’uso prolungato di smartphone e computer può alterare i ritmi circadiani e aumentare l’esposizione al confronto con vite presentate come perfette sui social, al cyberbullismo e a contenuti capaci di alimentare ansia prestazionale, preoccupazione e senso di esclusione.

Prevenzione, la rete parte dagli adulti

La prevenzione, secondo Gatta, richiede una rete che unisca famiglia, scuola, pediatria, neuropsichiatria infantile, servizi territoriali e pronto soccorso. Servono adulti capaci di riconoscere i segnali d’allarme, sportelli scolastici accessibili, percorsi rapidi verso i servizi e continuità nell’assistenza dopo un accesso urgente. Un ruolo importante spetta anche alle linee anonime disponibili nelle ore serali e notturne. Domani, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, Telefono Amico Italia rilancia la campagna «Non parlarne è 1 suicidio». Domenica 13 settembre circa 800 volontari saranno presenti nelle piazze di diverse città italiane per promuovere la cultura dell’ascolto. La sera del 10 settembre numerosi monumenti si illumineranno di blu, dalla Mole Antonelliana di Torino al Teatro Massimo di Palermo, insieme a edifici e luoghi simbolici in diverse regioni. Telefono Amico Italia risponde al numero 02 2327 2327, attivo 24 ore su 24. Il servizio è disponibile anche via WhatsApp al 324 011 7252 e attraverso il canale email sul sito dell’organizzazione.

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