La filiera ittica italiana attraversa una fase di “gravissima difficoltà” e dall’Unione europea servono scelte capaci di coniugare la sostenibilità ambientale con la tenuta economica e sociale del settore. È l’allarme lanciato dalla Segretaria generale della Uila Pesca, Maria Laurenza, nel corso di ‘Tesori dal Blu’, la manifestazione organizzata dal Comune di Mazara del Vallo, alla quale ha partecipato anche il Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis. Il confronto si è concentrato sulle difficoltà che interessano la pesca italiana. Durante il convegno ‘Voci del mare: strategie condivise per la filiera siciliana’, al quale hanno preso parte anche il Sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, il Sottosegretario al Masaf Patrizio Giacomo La Pietra e la Direttrice generale Pemac-Masaf Graziella Romito, Laurenza ha criticato l’impostazione seguita negli ultimi anni dalle politiche comunitarie.
“Oggi la nostra filiera ittica attraversa una vera tempesta perfetta”, ha affermato la Segretaria generale. Secondo Laurenza, le misure europee si sono tradotte “unicamente in divieti, quote e restrizioni” per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale, senza considerare a sufficienza le conseguenze sociali ed economiche. La pressione normativa, ha aggiunto, ha reso più difficile per i pescatori europei competere con le produzioni extra-Ue che la sindacalista considera non sostenibili sotto il profilo ambientale ed etico.
La richiesta all’Europa
Per la Uila Pesca serve anche una gestione condivisa del Mediterraneo tra tutti i Paesi rivieraschi, così da evitare che le misure applicate ai pescatori europei perdano efficacia per l’assenza di regole negli altri Stati. “Abbiamo chiesto al commissario Kadis di dare il via a una nuova stagione che richiede scelte coraggiose, in discontinuità con le miopi politiche del passato, e un diverso approccio basato sulla valorizzazione della pesca e del lavoro ad essa connesso”, ha spiegato Laurenza. La segretaria generale ha quindi chiesto “rispetto e risposte concrete” per i pescatori italiani.
Contratti e sicurezza a bordo
Nel corso della tavola rotonda ‘Il mare che unisce: patrimonio, persone e innovazione’, Laurenza ha posto l’accento sul ruolo della contrattazione collettiva per il rilancio della filiera e la tutela dell’occupazione. Secondo la Uila Pesca, i contratti nazionali permettono di definire tutele omogenee, diritti, sicurezza a bordo, formazione continua e condizioni di lavoro adeguate in un comparto caratterizzato da una forte frammentazione. Un ruolo strategico spetta anche agli enti bilaterali della pesca, indicati come uno dei presidi in grado di assicurare servizi ai lavoratori e alle imprese.
Il nodo del ricambio generazionale
Tra le questioni aperte resta quella dell’ingresso dei giovani nella pesca professionale. Per Laurenza, senza nuove competenze il settore rischia di perdere capacità produttiva e continuità operativa. Per rendere il comparto più attrattivo, la Uila Pesca chiede di rafforzare le tutele, con particolare attenzione alla realizzazione di un ammortizzatore sociale stabile e strutturato e al riconoscimento del carattere usurante del lavoro del pescatore.





