Le esportazioni italiane hanno chiuso i primi sei mesi del 2026 con una crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un valore complessivo di 337,2 miliardi di euro. L’aumento, secondo i dati diffusi dall’Istat, ha interessato tutte le principali aree del Paese, anche se con intensità diverse. A trainare sono stati soprattutto il Centro, con un incremento dell’11,9%, e le Isole, salite dell’8,8%. Il Nord-ovest ha registrato un +4,3%, il Sud un +3,8% e il Nord-est un +1,9%.
Nel secondo trimestre corre il Mezzogiorno
Il quadro cambia se si guarda alla dinamica congiunturale. Tra aprile e giugno le vendite all’estero sono aumentate in tutte le ripartizioni territoriali ad eccezione del Centro, che ha segnato una flessione dell’1,6%. La crescita più forte ha interessato Sud e Isole, con un +6,5%, davanti al Nord-est (+3,1%) e al Nord-ovest (+2,9%). Su base annua, sottolinea l’Istat, l’export è tornato a crescere nel Nord-est e nel Mezzogiorno, ha accelerato nel Nord-ovest e ha rallentato al Centro.
Basilicata e Toscana in testa
A livello regionale, la Basilicata ha registrato l’incremento più elevato nel semestre, con un +29,5%. Seguono Toscana (+23,8%), Puglia (+15,2%) e Sardegna (+11,6%). In territorio negativo si trovano invece Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Lazio (-6,8%), Valle d’Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%).
La crescita nazionale è stata trainata soprattutto dalle maggiori vendite della Toscana e delle grandi regioni settentrionali. In particolare, Toscana e Lombardia hanno fornito gli impulsi positivi maggiori, mentre Lazio e Friuli-Venezia Giulia hanno pesato maggiormente in senso opposto.
Il boom della Toscana verso Svizzera e Cina
Tra i mercati di destinazione spicca l’aumento delle esportazioni toscane verso la Svizzera, cresciute del 434,1%, e verso la Cina, salite del 136,4%. Le vendite della regione negli Stati Uniti hanno segnato un +13,7%. Positivo anche il Veneto verso gli Usa (+31%) e la Lombardia verso Svizzera (+17%) e Paesi Bassi (+23,8%). Sul fronte opposto il Friuli-Venezia Giulia ha registrato un calo del 67,2% delle vendite verso gli Stati Uniti, mentre quelle della Campania verso la Svizzera sono diminuite del 31,3%. Per la Toscana si segnalano le flessioni verso Turchia (-61,6%) e Spagna (-31,4%). Nell’analisi provinciale, infine, Istat indica tra le performance positive Arezzo, Venezia, Gorizia, Torino e Milano, mentre i contributi negativi più ampi sono arrivati da Trieste, Roma, Napoli, Frosinone e Palermo.





