L’India ospita questo weekend il Vertice dei leader BRICS, in un momento in cui l’alleanza dei Paesi emergenti cerca di riaffermare il proprio peso globale mentre la guerra guidata dagli Stati Uniti contro l’Iran ne mina la coesione interna. A sei mesi dall’inizio del conflitto, che ha paralizzato lo Stretto di Hormuz e spinto il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, il summit di Nuova Delhi (12-13 settembre) diventa un test cruciale per la tenuta politica del gruppo.
La frattura tra Teheran e Abu Dhabi
La frattura più evidente oppone Teheran e Abu Dhabi: dopo i missili iraniani che hanno colpito il territorio emiratino, gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso in agosto ogni scambio commerciale e finanziario con l’Iran. Il Cremlino ha ammesso che le divergenze tra i due membri hanno un «impatto negativo» sulla stesura del comunicato finale, ma spera in una formula diplomatica accettabile per entrambi.
I protagonisti del summit
Sul piano simbolico, la presenza di Xi Jinping — alla sua prima visita in India da sette anni — sottolinea la volontà di Pechino e Nuova Delhi di guidare il blocco ampliato, che oggi include anche Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti e Indonesia. Accanto a Xi, sono attesi Putin, Pezeshkian, Ramaphosa, al-Sisi, Subianto e il segretario generale Guterres. Il principe ereditario Khaled bin Mohamed Al Nahyan rappresenterà gli Emirati, mentre Faisal bin Farhan Al Saud parteciperà per l’Arabia Saudita, ancora osservatore.
Le sfide per il futuro del blocco
Gli analisti vedono un paradosso: l’espansione dei BRICS ne accresce il prestigio, ma le visioni divergenti dei nuovi membri rischiano di renderli meno efficaci. Il precedente di maggio, quando i ministri degli Esteri non riuscirono a concordare una dichiarazione comune, pesa come un monito. Tuttavia, il recente vertice della Shanghai Cooperation Organisation ha offerto un segnale di speranza: lì, India, Cina e Russia hanno firmato un testo che condanna la campagna militare USA-Israele contro l’Iran e le sanzioni occidentali. Oltre alla ricerca di un consenso sul Medio Oriente, l’attenzione si concentra sui colloqui bilaterali: Modi-Xi per consolidare la distensione lungo il confine himalayano e Modi-Putin per rafforzare la cooperazione energetica, mentre Nuova Delhi continua a bilanciare la partnership con Mosca e le pressioni di Washington.





