“Siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza totale, ma non siamo caduti”. È quanto ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel corso di un discorso televisivo ripreso dall’agenzia statale Irna.
Il leader riformista ha respinto con decisione i paragoni tra l’Iran e altri Paesi attraversati da profonde crisi, sottolineando la capacità di Teheran di resistere alle pressioni esterne.
“I nemici prevedevano un Iran come il Venezuela”
“I nostri nemici avevano previsto che l’Iran sarebbe crollato fino a diventare come il Venezuela”, ha affermato Pezeshkian.
Uno scenario che, secondo il presidente iraniano, non si è verificato. “Questo non solo non è accaduto, ma il mondo intero è rimasto sbalordito dalla nostra resistenza, solidarietà e coesione”, ha aggiunto, rivendicando la compattezza del Paese di fronte alla crisi.
“Nulla si può ottenere con la guerra”
Pezeshkian è poi tornato sull’intesa raggiunta, spiegando la scelta attraverso il rifiuto di una soluzione esclusivamente militare.
“Abbiamo firmato l’intesa perché crediamo che nulla si possa ottenere con la guerra. Non chineremo la testa davanti al nemico; risolveremo i problemi con la forza, ma guidati dalla logica”, ha dichiarato.
Un messaggio con cui il presidente iraniano ha voluto ribadire, da un lato, la volontà di non cedere alle pressioni e, dall’altro, la necessità di affidarsi alla trattativa per arrivare a una soluzione.
L’appello a chiudere le ostilità con Washington
Il presidente iraniano ha quindi rilanciato l’appello a mettere fine alle ostilità con gli Stati Uniti, sostenendo che Teheran si troverebbe oggi in una posizione favorevole per affrontare un eventuale negoziato.
Secondo Pezeshkian, il vantaggio sarebbe garantito anche dal parziale blocco dello Stretto di Hormuz, elemento che rafforzerebbe la capacità negoziale dell’Iran.
“Meglio concludere la guerra oggi”
“È meglio concludere la guerra oggi, mentre siamo al potere e l’America è isolata e odiata a livello internazionale per i suoi attacchi”, ha affermato Pezeshkian.
Parole che sintetizzano la linea indicata dal presidente iraniano: rivendicare la resistenza del Paese, mantenere una posizione di fermezza nei confronti degli avversari e, allo stesso tempo, cercare una via negoziale per porre fine al conflitto.





