Continua l’escalation della guerra in Ucraina, con nuovi attacchi russi sulle città e una crescente campagna di Kiev contro infrastrutture logistiche ed energetiche in profondità nel territorio russo. Il bilancio del bombardamento di venerdì contro un centro commerciale di Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky è stato di 16 morti e 130 feriti, tra cui 23 bambini. Tre persone risultavano ancora disperse e 50 feriti erano ricoverati, sei in condizioni molto gravi.
L’incendio, che aveva interessato circa 9 mila metri quadrati, è stato spento, mentre proseguivano le operazioni tra le macerie. Gli attacchi russi sono proseguiti anche ieri. Nel distretto di Boryspil, nella regione di Kiev, un raid balistico ha provocato due morti e otto feriti, tra cui un bambino.
A Zaporizhzhia le autorità locali hanno riferito tre vittime e 15 feriti. Altri bombardamenti hanno interessato Odessa, Dnipro, Kharkiv, Donetsk, Sumy, Kherson, Chernihiv e Mykolaiv, colpendo secondo Kiev abitazioni, infrastrutture ferroviarie ed energetiche e attività civili. Sloviansk, nel Donetsk, è stata intanto ufficialmente classificata “zona di ostilità attiva”: nella città restano circa 36 mila civili.
Kiev colpisce logistica e petrolio russo
Sul fronte opposto, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi a lungo raggio. Nella regione russa di Samara droni ucraini hanno colpito per la prima volta un centro logistico di Ozon, secondo operatore dell’e-commerce russo dopo Wildberries: evacuati oltre 500 dipendenti e attività sospese.
Nella stessa regione Kiev ha rivendicato un attacco alla raffineria Rosneft di Novokujbyševsk, tra i maggiori impianti del Volga, con una capacità di circa 8,8 milioni di tonnellate di petrolio l’anno. Colpiti anche, secondo le forze ucraine, depositi di carburante e lubrificanti nel complesso petrolifero di Yeysk, sul Mar d’Azov, che movimenta circa 6,8 milioni di tonnellate di merci l’anno, oltre un milione delle quali prodotti petroliferi.
Zelensky ha definito questi raid “sanzioni ucraine a lungo raggio”, volte a ridurre il potenziale economico e militare russo. Secondo Mosca, gli attacchi della notte hanno provocato almeno sei morti in territorio russo; amministrazioni filorusse riferiscono altre vittime nel Donetsk e nel Lugansk occupati. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di avere abbattuto 457 droni in una notte, mentre il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha sostenuto che tra il 15 e il 22 agosto 2.652 droni si sarebbero diretti verso la regione della capitale, 493 dei quali abbattuti in avvicinamento.
Il vicepremier Alexander Novak ha infine ammesso “riparazioni straordinarie” in diverse raffinerie e restrizioni alla vendita di carburante in alcune regioni, senza collegarle direttamente agli attacchi ucraini.
Macron promette nuovi intercettori
Sul piano politico, Emmanuel Macron, dopo quasi due ore di colloquio con Zelensky, ha annunciato un rafforzamento della difesa aerea ucraina: “orrore e commozione” per Kryvyi Rih, nuovi intercettori e appello agli altri Paesi a contribuire. Zelensky ha riferito che Parigi accelererà la consegna di “attrezzature e missili francesi” ed è pronta a concedere licenze per produrli. Berlino ha intanto stanziato 60 milioni di euro: 50 per aiuti umanitari e 10 a un fondo Nato per proteggere reti energetiche e difese antidroni. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul, in visita a Kiev, discuterà inoltre con Marco Rubio della carenza di intercettori Patriot.
Diplomazia in stallo
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha ammesso che gli sforzi diplomatici sono “attualmente in stallo”, affermando che “senza gli Stati Uniti è irrealistico ottenere progressi o una pace giusta” e rivendicando al tempo stesso la necessità di una partecipazione europea ai negoziati. Da Mosca sono arrivati toni opposti. Vladimir Putin, intervenendo al congresso di Russia Unita, ha definito gli attacchi ucraini “brutali e barbarici” e accusato Kiev di mostrare una natura “neonazista e russofoba”. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha sostenuto che nell’Europa di oggi “non c’è nessuno con cui negoziare”. Lunedì una decina di leader europei e non europei sono attesi a Kiev per il 35esimo anniversario dell’indipendenza ucraina. Nella stessa giornata è prevista la riunione della Coalizione dei Volenterosi, con Zelensky e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa collegati dalla capitale ucraina.





