A dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016 Giorgia Meloni torna sulla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma e indica nella rinascita economica e sociale dell’Appennino centrale l’obiettivo dell’azione del Governo. Il Presidente del Consiglio lo scrive nella prefazione al volume ʼLe pietre della rinascitaʼ, dedicato alla ricostruzione del Sisma 2016 e presentato al Meeting di Rimini.
“Rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti e nei nostri cuori la notte del 24 agosto 2016”, afferma Meloni. A distanza di dieci anni, sottolinea, “il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa”.
“Si ricostruisce la vita di un’intera comunità”
La ricostruzione, secondo il Premier, non riguarda soltanto ciò che il terremoto ha distrutto materialmente. “In questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità”, scrive. Il sisma, ricorda Meloni, ha cambiato per sempre “il volto di borghi, città, territori”. Il Presidente del Consiglio rivendica quindi il lavoro svolto dall’esecutivo dal momento del suo insediamento per accelerare gli interventi dopo quelli che definisce “troppi rinvii e false partenze”.
Un “cambio di passo” che, secondo il Primo Ministro, trova riscontro nei numeri dei contributi concessi per la ricostruzione privata e nella ripresa di quella pubblica, rimasta a lungo bloccata.
“Molto resta da fare”
Il percorso, comunque, non è concluso. “Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo”, sottolinea Meloni. L’impegno indicato dal Presidente del Consiglio punta a dare una risposta alla “domanda di futuro” delle persone nate e cresciute nei territori colpiti che desiderano tornare a viverli.
“Il futuro nasce dove c’è vita e c’è cuore”, afferma. Il riferimento è a chi non ha lasciato quei luoghi, a chi è rientrato e a chi pensa di farlo. Per Meloni, restare e tornare “non sono solo una questione personale”, né rappresentano “gesti di immobilismo o di nostalgia”. Sono invece “una scelta, una visione, un atto di cura, volontà di costruzione”.
La sfida della rinascita dell’Appennino
Il Premier lega la ricostruzione anche alla prospettiva di sviluppo dei territori. “Restare nei territori non significa restare indietro, ma assumersi la responsabilità di prenderli per mano e portarli avanti”, scrive. Allo stesso modo, tornare rappresenta “il desiderio di contribuire a una nuova fioritura”, a partire dai luoghi che hanno costruito l’identità delle persone che li abitano.
È in questa prospettiva che Meloni inserisce la strategia del Governo, attuata attraverso le sue diverse articolazioni e sotto il coordinamento del Commissario Castelli e della Struttura commissariale Sisma 2016.
Il Presidente del Consiglio parla di “un grande lavoro di squadra” con un traguardo preciso: “Vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appennino centrale”.





