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Papa Leone XIV ad Assisi: “Andate nelle periferie del mondo, scrivete nuove pagine di storia”

Entusiasmo a Santa Maria degli Angeli per il Pontefice, accolto da migliaia di giovani al “GO! Franciscan Youth Meeting”. Prima storica Messa davanti alla Porziuncola, appello alla pace e alla fraternità
venerdì, 7 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Assisi ha accolto con entusiasmo Papa Leone XIV nella seconda visita del suo pontificato in città, in occasione della giornata conclusiva del “GO! Franciscan Youth Meeting, il grande raduno internazionale iniziato il 3 agosto per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Migliaia di giovani provenienti da tutta Europa hanno affollato Santa Maria degli Angeli per incontrare il Pontefice.

Dai ragazzi applausi ed entusiasmo

L’arrivo del Papa davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli è stato accompagnato dagli applausi e dall’entusiasmo dei ragazzi. Leone XIV si è avvicinato alle transenne per stringere mani, impartire benedizioni e salutare giovani e famiglie. Il gran caldo ha reso necessario anche l’utilizzo di idranti per rinfrescare la folla in attesa.

Andare verso le periferie del mondo

Dal palco allestito davanti alla Basilica, il Pontefice ha salutato i partecipanti, ricambiato dall’onda di mani alzate e smartphone. Prendendo spunto dal titolo dell’incontro, “Go!”, ha trasformato lo slogan in un invito concreto: andare verso le periferie del mondo, là dove ingiustizie e prepotenze continuano a negare dignità e speranza.
“Sono veramente contento di essere qui con voi”, ha detto ai giovani, invitandoli a seguire l’esempio di San Francesco scegliendo strade nuove, vicine agli ultimi e ispirate al Vangelo. “Siamo chiamati a scrivere nuove pagine di storia”, ha sottolineato, esortando i ragazzi a non restare spettatori del proprio tempo.

La Messa davanti alla Porziuncola

Momento centrale della visita è stata la celebrazione eucaristica davanti alla Porziuncola, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Si tratta di un evento senza precedenti nella storia recente della Chiesa: non risultano infatti celebrazioni presiedute da un Romano Pontefice davanti alla piccola chiesa tanto cara a San Francesco.

Il saluto ai frati

Prima della Messa, Leone XIV ha salutato personalmente i frati della comunità francescana nel chiostro della Basilica.

Un luogo simbolo del francescanesimo

La Porziuncola rappresenta uno dei luoghi simbolo del francescanesimo. Tra le sue mura San Francesco maturò la propria vocazione, accolse Santa Chiara e i primi frati e ricevette il Perdono di Assisi, facendo di questo piccolo santuario il cuore della sua esperienza spirituale.

“Sottrarsi alla cultura della potenza”

Nell’omelia il Papa ha rinnovato il suo forte appello alla fraternità e alla pace, invitando a respingere ogni logica di dominio. “Abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani non è mai tradire la famiglia, la città o la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza”. Richiamando l’esempio di Francesco e Chiara, ha indicato la necessità di costruire “un mondo di fratelli e sorelle da apprezzare e servire, non da sfruttare e dominare. Non un mondo da difendere, ma da abbracciare”. Durante la celebrazione ha inoltre invitato i giovani ad andare “ai margini”, dove povertà, ingiustizie e prepotenze continuano a negare dignità e sogni.

Il messaggio ai giovani: il coraggio delle scelte

Nel successivo incontro con i partecipanti, il Pontefice ha invitato le nuove generazioni a vivere il Vangelo con coraggio e libertà, ricordando che “il coraggio di compiere una scelta definitiva è forse l’atto più rivoluzionario”. “Decidere per sempre non ci rinchiude in una gabbia, ma ci apre a un dinamismo più grande. Amare è un esodo, una strada da scoprire, un cammino che Dio percorre con noi: questo è il vero senso di ogni vocazione”. Ripercorrendo anche la propria esperienza personale, Leone XIV ha confidato di non essersi mai sentito solo nel proprio cammino, fino alla chiamata «tutta speciale» a diventare Papa.

Pace, riconciliazione e dialogo tra i popoli

Rispondendo alla domanda di una giovane croata, il Pontefice ha affrontato anche il tema dei conflitti e del rapporto tra fede e nazionalismo, ricordando le guerre che hanno segnato i Balcani. Ha richiamato il ruolo storico dei francescani nel favorire il dialogo tra cattolici, ortodossi e musulmani, indicando nella “purificazione della memoria” e nella riconciliazione la strada per costruire una pace autentica. Poco prima, parlando in piazza Santa Maria degli Angeli, aveva lanciato un nuovo appello ai cristiani a essere “operatori di pace” in società sempre più tentate di strumentalizzare la religione per alimentare divisioni e contrapposizioni identitarie. “Da San Francesco imparate la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti, umili e accoglienti verso tutti”, ha concluso, ribadendo che scegliere la civiltà dell’amore significa spesso andare “controcorrente, ma è una strada che conduce alla vera gioia”.

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